Martedì 9 giugno 2026
Menu

Spagna. La legge spagnola sulla ricerca apre la porta agli embrioni ibridi

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Pubblichiamo questo articolo di N.Ramirez de Castro, apparso su Abc.es il 6 settembre scorso.

La Gran Bretagna e' il primo Paese ad aver autorizzato la creazione di embrioni con materiale genetico sia umano sia animale. In Spagna non sarebbe necessario varare una nuova legge per consentirlo. Ne' la legge che regola le tecniche di riproduzione medicalmente assistita, ne' quella sulla ricerca che a luglio ha approvato la clonazione terapeutica, autorizzano espressamente la creazione di embrioni ibridi. Ma coloro che hanno redatto la legge sulla ricerca biomedica hanno lasciato aperta la porta per permettere di realizzare un esperimento di quel tipo. All'articolo 33 sul reperimento di cellule d'origine embrionale e' detto chiaramente: "Si consente l'utilizzazione di qualsiasi tecnica d'ottenimento di cellule troncali umane per finalita' terapeutiche o di ricerca..., inclusa l'attivazione di ovociti mediante trasferimento nucleare".
Se in Spagna ci fossero gruppi di ricerca come quelli britannici, interessati a fondere ovuli di mucca con cellule umane, non incontrerebbero nessun impedimento legale. Potrebbero chiedere al ministero della Sanita' che una commissione d'esperti dia il via libera oppure respinga l'esperimento. La commissione, nominata dal ministero della Sanita', sarebbe la stessa che valuta ciascun progetto di ricerca con gli embrioni. Agustin Zapata, vicedirettore generale di Investigacion en Terapia Celular dell'Istituto Carlos III, sostiene che questa tecnica risolverebbe la carenza di ovuli umani disponibili per la ricerca. Secondo lui, e' augurabile che la tecnica che verra' sperimentata in Gran Bretagna dia risultati positivi, cosi' da poter studiarne l'idoneita' applicativa anche in Spagna. In Gran Bretagna, l'obiettivo e' quello d'ottenere nuovi trattamenti per malattie oggi incurabili come il morbo di Parkinson o d'Alzheimer. Le cellule dei malati verrebbero introdotte nell'ovulo denucleato di un animale, al fine di creare cellule embrionali aventi gli stessi difetti genetici che causano il Parkinson.
La creazione di chimere (ibridi di essere umano e animale) non sarebbe una questione strampalata per la commissione spagnola. Gia' due anni fa, questi esperti autorizzarono un progetto presentato dal Centro di Medicina Rigenerativa di Barcellona, che prevedeva la fusione di cellule staminali umane con embrioni di topo. Anna Veiga e Juan Carlos Izpisua, responsabili del progetto, finora non l'hanno realizzato, ma nemmeno l'hanno abbandonato; conservano il supporto legale per intraprenderlo in qualsiasi momento. L'esperimento e' diverso da quello approvato in Gran Bretagna, anche se in ambedue i casi si creano delle chimere. I ricercatori britannici sono autorizzati a fondere cellule umane, provenienti ad esempio dalla pelle con ovuli d'animale (mucca, coniglio...) cui abbiano preventivamente tolto pressoche' ogni informazione genetica. Il risultato e' una chimera al 99% umana, da cui estrarre cellule staminali ad uso scientifico. I ricercatori britannici non potranno creare embrioni mediante la fertilizzazione diretta di un ovulo animale con sperma umano o di un ovulo umano con sperma animale. Il gruppo catalano intende invece creare chimere per provare la qualita' delle sue linee cellulari, "fabbricate" con embrioni sovrannumerari da trattamenti di fecondazione in vitro. Le cellule embrionali umane verrebbero introdotte in embrioni di topo a uno stadio molto precoce, per osservare come s'integrano nell'organismo. "L'obiettivo e' di verificare la pluripotenzialita' di queste cellule in vivo", ha spiegato ad ABC Begona Aran, coordinatrice del Banco de Lineas Celulares della Catalogna. La chimera aiutera' a conoscere meglio il meccanismo per cui una cellula embrionale e' in grado di trasformarsi in qualsiasi tessuto una volta trasferita nell'organismo vivo. Inoltre, diventera' "la prova del fuoco" per le linee embrionali (S2 e S3) create in Catalogna. A queste linee prossimamente se ne aggiungeranno altre tre, che ancora non hanno ricevuto il benestare del ministero della Sanita'. Uno dei requisiti che l'esperimento dovra' compiere e' che lo sviluppo dell'embrione di topo con cellule umane venga interrotto dopo dieci giorni; e' un tempo sufficiente per verificare la pluripotenzialita' delle linee, ma si situa molto prima della nascita del topo. Anche la Gran Bretagna ha posto un termine alle sue chimere, che dovranno essere distrutte al quattordicesimo giorno del loro sviluppo. In quel Paese, due gruppi, quello di Ian Wilmut -creatore della pecora Dolly- e del Kings College di Londra, saranno i primi a verificare l'utilita' degli embrioni ibridi. Hanno previsto di utilizzare la massa di cellule come "banco di prova" per la malattia d'Alzheimer, del Parkinson, dell'atrofia spinale.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →