Domenica 7 giugno 2026
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Spagna. Meta' degli embrioni sovrannumerari donati alla ricerca

U.E. - SPAGNA
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Le coppie che hanno avuto un bimbo 'in provetta' fanno il tifo per la ricerca sulle staminali. E' quanto rivela un rapporto messo a punto dalla Spanish Stem Cell Bank, anticipato nella versione online della nuova rivista 'Cell Stem Cell'. Il consenso alla ricerca su staminali embrionali tra le coppie che hanno fatto ricorso alla fecondazione assistita e' stato testato mediante interviste realizzate almeno 3 anni dopo l'arrivo della cicogna. E, in quasi il 50% dei casi, mamma e papa' hanno scelto di donare gli embrioni in sovrannumero alla ricerca, piuttosto che conservarli per avere in futuro altri bebe' (44%), donarli ad altre coppie sterili (7%), o distruggerli (1%).

I dati emersi dallo studio rivelano l'interesse delle coppie spagnole per la ricerca, ma in realta' potrebbero essere estesi anche a quelle di altri Paesi europei o di altri continenti. "Siamo convinti -sottolinea infatti Pablo Menendez, direttore del Spanish Stem Cell Bank di Granada- che se avessimo intervistato lo stesso tipo di persone negli Usa saremmo giunti al medesimo risultato: almeno il 50% delle coppie statunitensi si sarebbero dichiarate favorevoli a donare gli embrioni in eccesso alla ricerca".

Ma, in realta', i dati contrastano fortemente con quelli emersi da un rapporto Usa del 2003: su 400 mila embrioni disponibili nelle cliniche americane che si occupano di fecondazione assistita, meno del 3% sarebbe stato donato alla ricerca.
uttavia, lo studio statunitense era stato realizzato prima o subito dopo l'intervento di Pma. "Se escludiamo le coppie che non hanno intenzione di 'allargare' le loro famiglie emerge chiaramente che il 90% e' favorevole, in un Paese cattolico come la Spagna, alla ricerca sulle staminali embrionali, mentre in pochissimi optano per la distruzione degli embrioni".

Un risultato a cui si e' giunti, sottolineano gli autori del rapporto, anche grazie alla completa e chiara esposizione di informazioni sulle opzioni terapeutiche possibili, rese disponibili alle coppie intervistate da un legale e da un embriologo che, lavorando in team, le aiutavano a 'navigare' tra le mille e contrastanti informazioni disponibili sul futuro da garantire agli embrioni in eccesso.
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