Spagna. La ministra alla Sanita' e i programmi del Governo sulle droghe
La ministra alla Sanita' e Consumo Elena Salgado festeggia i suoi primi 100 giorni al Governo di José Luis Zapatero rilasciando un'intervista all'agenzia Europa Press per fare il punto sulle iniziative intraprese e su quelle in cantiere.In merito all'argomento droghe illegali, la ministra ha parlato in particolare della cannabis, un campo in cui "manca molta ricerca". Di fatto ritiene che "la percezione del consumo di droghe che si aveva nella legislatura precedente era molto punitiva e destinava poca attenzione ad aspetti come la ricerca degli effetti che produce la droga, che sono basilari per dare una spiegazione alla cittadinanza". Per questo motivo la Salgado si dichiara a favore di una posizione "piu' didattica, invece di dire semplicemente che il consumo di droghe e' una cattiva cosa, un messaggio che tra i giovani non sempre viene direttamente recepito". "Mancano piu' studi e un atteggiamento verso le droghe di maggiore cooperazione e meno punitivo".
In merito alla cannabis il ministero sta studiando il suo possibile uso terapeutico. "Ci sono esperti e societa' scientifiche che sostengono come in determinati casi questa puo' avere utilita' terapeutica, e a noi non ci spaventa nulla". Ecco perche' "puo' essere che in determinati casi si possa somministrare cannabis, sempre sotto controllo medico", dato che questo suggeriscono le ricerche che si stanno realizzando in merito.
Tuttavia la ministra ha ripetuto la sua contrarieta' alla proposta fatta dall'ordine dei farmacisti di Barcelona che chiede un programma pilota per la distribuzione della cannabis nelle farmacie. Secondo la Salgado questo "potrebbe generare dei problemi" nelle farmacie.
Per quanto riguarda la somministrazione controllata di eroina per un "gruppo molto limitato", in linea con il programma pilota messo in piedi in Andalusia, la Salgado ha sottolineato "come molti si sono scandalizzati", ma che "a volte e' l'ultima possibilita' per continuare a fornire ad un gruppo di persone delle condizioni di vita dignitosa quando hanno gia' fallito tutti gli altri trattamenti".
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