Lunedì 8 giugno 2026
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Spagna. Missione in Senegal e Mauritania

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Il governo spagnolo chiede aiuto a Bruxelles e offre 'grandi progetti' di cooperazione e sviluppo a Senegal e Mauritania per cercare di arginare l'enorme ondata migratoria che dall'Africa subsahariana ha investito le isole Canarie. A Bruxelles Jose Luis Rodriguez Zapatero ha inviato il suo braccio destro, la vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega, che oggi si e' incontrata con la Commissaria per le relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner per poi vedersi congiuntamente con il presidente Jose Manuel Barroso e con il Commissario per la Giustizia Franco Frattini. La visita si concludera' con un incontro col responsabile della politica estera Javier Solana. Il portavoce della Commissione giustizia e interni Friso Roscam, citato dalle agenzie spagnole, ha detto che i problemi dell'emigrazione 'non si possono risolvere dalla notte alla mattina' ma che Bruxelles e' pronta a fornire aiuti economici ed operativi a Madrid per far fronte all'emergenza.
Il segretario di stato per gli affari esteri Bernardino Leon, partito oggi per il Senegal e la Mauritania, ha annunciato la volonta' di Madrid di offrire ai due paesi africani 'grandi progetti' di cooperazione e sviluppo per facilitare i rimpatri dei clandestini che continuano a sbarcare alle Canarie (un altro centinaio oggi) il cui parlamento vuol chiedere all'esecutivo di 'sigillare militarmente' l'arcipelago. Leon discutera' gia' oggi le proposte spagnole con i ministri degli esteri e dell'interno senegalesi, mentre domani sara' in Mauritania per un incontro col presidente Ely Ould Mohamed Vall. L'annuncio del segretario di stato agli esteri avviene all'indomani dell'informazione, una delle poche incoraggianti per Madrid, da parte delle autorita' senegalesi di avere arrestato fra venerdi' e domenica 1.501 clandestini che in 'caicchi' si apprestavano a partire verso le Canarie. Dopo la 'chiusura' della frontiera terrestre con Ceuta e Melilla e gli accordi fra Spagna e Mauritania, il Senegal e' divenuto il principale punto di partenza degli emigranti illegali che da tutta l'Africa Sahariana continuano a giungere alle Canarie, porta dell'Europa.
Madrid ha posto in atto nei giorni scorsi un 'Piano Africa' per far fronte all'emergenza attraverso un rafforzamento dei controlli aeronavali alle Canarie e congiuntamente con i paesi africani lungo le loro coste, ricorrendo persino ad un satellite. Ma anche puntando ad accordi di rimpatrio e ad altri di cooperazione rafforzando al tempo stesso l'infrastruttura diplomatica con i paesi chiave verso i quali ha distaccato una 'forza speciale' di dieci inviati. Il ministro degli esteri Miguel Angel Moratinos, ha negato che sia volonta' del governo 'militarizzare' la lotta contro l'immigrazione illegale puntando a sviluppare invece un piano integrale di lotta con la partecipazione di tutti i dicasteri coinvolti. Moratinos ha avvertito oggi davanti al parlamento che senza piani di cooperazione globali con i paesi africani i semplici accordi di rimpatrio 'non funzioneranno'.
Fonti del ministero della difesa, citate dall'agenzia Efe, hanno oggi affermato che il controllo dell'immigrazione legale alle Canarie e' stato possibile dall'inizio del dispositivo aereo-navale una settimana fa, grazie al controllo della costa da parte delle forze armate. Ma il ministro della difesa Jose Antonio Alonso ha voluto sottolineare che benche' marina e aviazione continueranno a pattugliare i confini esterni dell'arcipelago, il controllo dei clandestini spetta al ministero dell'interno.
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