Mercoledì 10 giugno 2026
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Spagna. La morte di Jorge Leon Escudero riaccende dibattito sull'eutanasia

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
L'eutanasia torna a scuotere le coscienze in Spagna dopo il decesso di Jorge Leon Escudero, che nel suo blog personale aveva chiesto aiuto per morire. La polizia sta indagando per scoprire se Escudero, tetraplegico, sia stato aiutato da terzi per realizzare il suo desiderio, dovuto all'invalidità irreversibile seguita ad un incidente in cui si era rotto il collo, durante una sessione di ginnastica in casa.
Accanto al corpo di Escudero, nella sua residenza di Valladolid, è stato trovato un bicchiere dal quale si presume che abbia assunto una sostanza letale o sedante. L'invalido non poteva compiere alcun movimento, respirava grazie ad una macchina, e di fatto riusciva solo a muovere la bocca, che, con l'aiuto di un apposito congegno, gli permetteva di scrivere al computer; per sistemarsi in una sedia doveva ricorrere ad una piccola gru.
Proprio attraverso internet, Escudero aveva chiesto "la mano che sostiene il bicchiere, la mano abile che supplisca alla mia mano inutile, una mano che agisca secondo la mia ancora libera coscienza" e aggiungeva: "ho preparato tutto perché chi mi aiuti rimanga in incognito".
Nel 1998 ci fu un caso analogo che suscito' il dibattito sull'eutanasia per la prima volta in Spagna: Ramon Sanpedro, tetraplegico, fu aiutato a suicidarsi da una sua amica, che confesso' in televisione di avergli dato del cianuro sotto sua richiesta. La donna venne assolta in un complesso processo in cui si mostro' come piu' persone avevano in qualche modo collaborato a facilitare la morte di Sanpedro. Il caso e' divenuto famoso nel mondo grazie al film "Mare dentro" di Alejandro Amenavar.
Escudero, secondo quanto affermano la famiglia e gli amici in un comunicato, "amava la vita" e "non voleva diventare un altro Ramon Sampedro", ma le analogie fra le due storie hanno indotto l'intera stampa spagnola a ricordare la vicenda che ultimamente aveva suscitato un forte dibattito sociale. Escudero, 53 anni, spiegava nel suo blog che alla irreversibilità della sua paralisi quasi totale si era aggiunta una infezione cronica e una sempre minore tolleranza agli antibiotici, con la conseguenza di "indesiderabili sofferenze fisiche e psichiche".
Escudero utilizzava il suo blog anche per approfondire le questioni etiche legate al suo desiderio di morire e si chiedeva chi poteva credere che gli antidepressivi e i medicinali "potessero sostituire i piaceri e le esperienze che non dimentico". Il presunto suicida aggiungeva: "che libertà e etica c'è in tutto questo?! Proibito essere triste! Proibito pensare che questa vita è un doloroso assurdo!"
L'amore della moglie, con cui si era sposato dopo l'incidente, non bastava a Escudero, che credeva che nella sua situazione "amori o affetti creino solo forti interdipendenze sterili e non facciano altro che prolungare il conflitto". Si era anche rivolto ad una associazione spagnola per la legalizzazione dell'eutanasia, Derecho a Morir Dignamente (DMD), da cui era arrivato il consiglio di assumere sedanti prima del ritiro del respiratore automatico che lo teneva in vita, in maniera da non dover patire le sofferenze del soffocamento una volta tolta la macchina.
Il fratello ha detto che Escudero aveva espresso il suo desiderio di morire da anni e spera che la sua morte serva ad aprire un dibattito sull'opportunità di elaborare una legge sull'eutanasia. Allo stesso tempo ha sostanzialmente ammesso che di eutanasia si è trattato: ha voluto "ringraziare coloro che l'hanno aiutato", poiché "si sono giocati qualcosa per aiutare una persona a smettere di soffrire e ad avere una morte decente".
Dal mondo politico spagnolo è giunta la prima reazione da parte di Izquierda Unida che presenterà una iniziativa parlamentare per il diritto ad una morte degna e si è detta disposta a "partecipare a qualsiasi tipo di autoincolpazione" per la morte di Escudero.
Ma il governo socialista spagnolo continua a rigettare la possibilita' di regolamentare l'eutanasia, come ha ribadito oggi il ministro della sanita' Elena Salgado. "L'eutanasia non e' argomento politico prioritario ora", ha affermato il ministro. La Salgado riconosce il diritto ad una morte dignitosa, senza sofferenze inutili, ma crede che la si possa ottenere con il ricorso a cure che alleviano il dolore. Pertanto ha promesso di presentare alla fine di quest'anno una nuova normativa per una maggiore somministrazione di analgesici ai malati gravi.
Ma il portavoce della Federación de Asociaciones para la Defensa de la Sanidad Pública, Javier González, ha replicato affermando che l'eutanasia e' un "diritto inalienabile" paragonabile al diritto alla vita e definendo la "politica dello struzzo" quella del Governo di fronte alla morte assistita di Escudero. In una dichiarazione alla Europa Press Televisión, González ha detto che "il nuovo caso rende manifesta la necessita' di una legge su questo tema" ed ha accusato il ministro della Salute di "nascondere la testa dinnanzi ad un problema terribile per coloro che soffrono".
Sulla vicenda si e' espressa anche l'antropologa e scrittrice Margarita Espuña, la quale era in corrispondenza con Escudero. Espuña ha chiesto che si apra urgentemente un dibattito sociale sull'eutanasia per evitare sofferenza inutile e molte morti non giustificate. L'antropologa denuncia infatti che in realta' l'eutanasia e' gia' praticata in Spagna "in clandestinita' e senza alcuna garanzia tanto per i malati, che muoiono soli, segretamente e con poca dignita', quanto per coloro che li aiutano a morire, che sono poi perseguitati dalla legge".
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