Spagna. La morte di Madeleine Z. ed il dibattito sull'eutansia
Madeleine Z. ha scelto di "abbandonare la vita", venerdì in Spagna, e il suo caso a cui oggi dà grande risalto il quotidiano El Pais riapre il dibattito scottante sull'eutanasia. Il governo socialista di Madrid, nonostante il varo di molte leggi improntate al laicismo (matrimoni omosessuali, fecondazioni artificiali, facilitazioni per il divorzio) ha abbandonato il proposito di una norma sulla "dolce morte" come ne esistono in Belgio e Olanda, nonostante il progetto fosse inserito nel programma elettorale del premier Zapatero del 2004.
"Voglio smettere di non vivere, questa non è la vita" ha spiegato la donna, 69 anni, francese di origine, poco prima di morire.
Soffriva di sclerosi laterale amiotrofica ed era completamente paralizzata.
El Pais non spiega come la donna si sia "auto liberata" dalla vita, nè il metodo usato, né chi l'abbia fisicamente aiutata, ma indica che si era informata presso l'associazione DMD, "Diritto alla morte degna", e che ha seguito punto per punto i consigli ricevuti grazie ai volontari del gruppo. Le sue ultime parole sarebbero state, "sono in una nuvola, ma contenta... Davvero, me ne vado poco per volta --- sto molto bene". La donna avrebbe voluto, pare, "fare una festa" d'addio ma poi si era ricreduta: "non si può dire a chiunque, la gente non capisce. La morte è mia, mi appartiene". Tuttavia, aveva espresso il desiderio di suscitare nuovamente il dibattito sul suicidio assistito per provocare un "cambiamento culturale".
La questione dell'eutanasia in Spagna è stata esplorata dal film "Mar Adentro" di Alejandro Amenabar, vincitore dell'Oscar 2005 per il miglior film straniero e diventato oggetto di culto anche all'estero; la pellicola narra la storia vera di Ramon Sampedro, tetraplegico, e dei suoi sforzi per morire grazie appunto alle associazioni di volontariato.
"Voglio smettere di non vivere, questa non è la vita" ha spiegato la donna, 69 anni, francese di origine, poco prima di morire.
Soffriva di sclerosi laterale amiotrofica ed era completamente paralizzata.
El Pais non spiega come la donna si sia "auto liberata" dalla vita, nè il metodo usato, né chi l'abbia fisicamente aiutata, ma indica che si era informata presso l'associazione DMD, "Diritto alla morte degna", e che ha seguito punto per punto i consigli ricevuti grazie ai volontari del gruppo. Le sue ultime parole sarebbero state, "sono in una nuvola, ma contenta... Davvero, me ne vado poco per volta --- sto molto bene". La donna avrebbe voluto, pare, "fare una festa" d'addio ma poi si era ricreduta: "non si può dire a chiunque, la gente non capisce. La morte è mia, mi appartiene". Tuttavia, aveva espresso il desiderio di suscitare nuovamente il dibattito sul suicidio assistito per provocare un "cambiamento culturale".
La questione dell'eutanasia in Spagna è stata esplorata dal film "Mar Adentro" di Alejandro Amenabar, vincitore dell'Oscar 2005 per il miglior film straniero e diventato oggetto di culto anche all'estero; la pellicola narra la storia vera di Ramon Sampedro, tetraplegico, e dei suoi sforzi per morire grazie appunto alle associazioni di volontariato.
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