Spagna. Oss. europeo sulle droghe: l'informazione allarmistica puo' indurre al consumo
E se le campagne per evitare il consumo di droghe tra i giovani non fossero efficaci? E se l'informazione sui loro effetti fosse controproducente e inducesse al consumo? Gregori Burkhart, responsabile dell'Area di Prevenzione dell'Osservatorio Europeo sulle droghe, intervistato dal quotidiano spagnolo La Nueva España risponde perentorio: "Il mero provvedimento d'informare gli alunni e' inefficace. Nessuno cambia il proprio comportamento solo per essere stato informato". Anzi, l'informazione puo' essere negativa se si riferisce solo al consumo e ai suoi effetti, e se lo si fa in modo allarmistico. Si rischia di suscitare curiosita' morbose e d'indurre al consumo proprio i ragazzi che non ci pensavano affatto. A questo proposito ha citato Cipro, dove e' proibito parlare di droga senza un'esplicita autorizzazione, proprio per non suscitare interesse. Burkhart, che partecipa al V Congresso Internazionale di Psicologia ed Educazione in corso a Oviedo, ha affermato che i dati sul consumo spesso danno una percezione sbagliata giacche' normalmente si riferiscono a dati di consumo saltuario, e quindi le cifre sono piu' alte di quelle reali, cio' che ha un effetto negativo sulla prevenzione. Succede infatti che "i minorenni, spesso sovrastimino il consumo dei loro coetanei, e pensino che se tutti lo fanno, loro sono strani, quando in realta', il 90% di una classe normalmente non consuma". Cita un'eccellente campagna olandese imperniata sul messaggio:"Tu non consumi, nemmeno l'80% lo fa".L'Europa, il cui piano antidroga 2005-2008 sara' valutato prossimamente, non ha fatto un grande sforzo, secondo Burkhart, per evitare campagne inefficaci. La Spagna e' stata esemplare in questo senso, ma dovrebbe estenderle a tutte le Comunita'. "Un buon programma non insiste tanto sulle sostanze, bensi' sui comportamenti", spiega. "E se e' ben fatto, e' efficace". Consiglia di condurre una "prevenzione selettiva per gruppi o individui particolarmente vulnerabili", che possono facilmente arrivare a picchi alti di consumo una volta iniziato. In quanto ai piani contro alcol e tabacco, benche' abbiano un effetto a lungo termine, "il solo fatto di ritardare l'eta' di inizio del consumo e' gia' positivo: il cervello sara' piu' stabile e anche la persona".
Riguardo alla Spagna, l'esperto ricorda che e' al primo posto nell'Ue per consumo di cannabis -molto legato al tabacco- insieme a Italia e Gran Bretagna. Ed e' il Paese dove il "consumo di sostanze come l'alcol e' il meno regolamentato e la cui legge contro il tabacco e' confusa e permissiva". Rispetto al fenomeno bing drinking, ossia l'assunzione d'alcol in grandi quantita', cosi' come l'uso di droghe sintetiche, Burkhart li associa all'industria del tempo libero. "Si tratta di epidemie industriali", commenta. Tuttavia, altri Stati s'impongono con norme di polizia o ambientali, incluse iniziative positive come quella di favorire i trasporti pubblici notturni dalle zone del divertimento.
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