Spagna. La "Dichiarazione di Siviglia" per la ricerca con le staminali
Diversi esperti e specialisti in medicina rigenerativa, tra cui si evidenziano scienziati come Bernat Soria, dell'Universita' Miguel Hernandez di Elche, Josip Istkovitz-Eldor, del Rumban Medical Center di Haifa (Israele) o José López Barneo, dell'Universita' di Siviglia, hanno firmato lo scorso 17 ottobre la "Dichiarazione di Siviglia", un manifesto per la ricerca con le cellule staminali.
Nel documento si sostiene innanzi tutto che "la scoperta delle cellule staminali e del loro potenziale terapeutico per il trattamento di malattie attualmente incurabili, comporta uno dei progressi piu' importanti della biologia e della medicina del XX secolo". Nel secondo punto si scrive che "lo stato attuale delle conoscenze giustifica l'investimento nella ricerca di base applicata sulle cellule staminali, dato che e' prioritario lo sviluppo di nuove linee cellulari adeguatamente caratterizzate e conservate in banche cellulari di libero accesso alla comunita' scientifica". La ricerca, proseguono gli scienziati, "non escludere nessuno dei tipi di cellule staminali descritti in funzione della loro origine (embrionaria, fetale e adulte) o della procedura di generazione e ottenimento delle stesse". Allo stesso modo avvertono che "l'eccesso di interpretazione di dati preliminari e la loro diffusione, possono generare aspettative non giustificate nella societa' che solo la ricerca a medio e lungo termine puo' contestare in maniera adeguata".
Infine nell'ultimo dei cinque punti, sostengono che "le speciali caratteristiche di questa area di ricerca biomedica e le sue potenziali applicazioni tecnologiche, richiedono la cooperazione e il sostegno della societa', dell'amministrazione, degli agenti sociali e dei settori produttivi, nella ricerca di meccanismi efficienti di finanziamento pubblico e privato". Questi meccanismi "devono permettere di progredire nella conoscenza dei processi cellulari e molecolari di base, del loro potenziale terapeutico nella medicina rigenerativa e nelle loro applicazioni nello sviluppo di nuovi farmaci".
I firmatari, e redattori, della Dichiarazione di Siviglia: Bernat Soria Escoms, dell'Universita' Miguel Hernández, Elche; José López Barneo, dell'Universita' di Siviglia; Joship Istkovitz-Eldor, del Rumban Medical Center di Haifa (Israele); Carlos Alonso Bedate, del Centro di Biologia Molecolare Severo Ochoa, UAM; Francisco Gracia Navarro, dell'Universita' di Córdoba; Sir Royy Calne, dell'Universita' di Cambridge; Malcom Alison, dell'Imperial College di Londra; Jerònia Lladó, dell'Ospedale Universitario di Son Dureta, Palma de Mallorca; José Becerra Ratia, Universita' di Málaga; Marcelo Palacios, della Societa' Internazionale di Bioetica; Alberto Martinez Serrano, del Centro de Biología Molecula Severo Ochoa, UAM; e Sebastián Chavez de Diego, dell'Universita' Internazionale dell'Andalusia.
Nel documento si sostiene innanzi tutto che "la scoperta delle cellule staminali e del loro potenziale terapeutico per il trattamento di malattie attualmente incurabili, comporta uno dei progressi piu' importanti della biologia e della medicina del XX secolo". Nel secondo punto si scrive che "lo stato attuale delle conoscenze giustifica l'investimento nella ricerca di base applicata sulle cellule staminali, dato che e' prioritario lo sviluppo di nuove linee cellulari adeguatamente caratterizzate e conservate in banche cellulari di libero accesso alla comunita' scientifica". La ricerca, proseguono gli scienziati, "non escludere nessuno dei tipi di cellule staminali descritti in funzione della loro origine (embrionaria, fetale e adulte) o della procedura di generazione e ottenimento delle stesse". Allo stesso modo avvertono che "l'eccesso di interpretazione di dati preliminari e la loro diffusione, possono generare aspettative non giustificate nella societa' che solo la ricerca a medio e lungo termine puo' contestare in maniera adeguata".
Infine nell'ultimo dei cinque punti, sostengono che "le speciali caratteristiche di questa area di ricerca biomedica e le sue potenziali applicazioni tecnologiche, richiedono la cooperazione e il sostegno della societa', dell'amministrazione, degli agenti sociali e dei settori produttivi, nella ricerca di meccanismi efficienti di finanziamento pubblico e privato". Questi meccanismi "devono permettere di progredire nella conoscenza dei processi cellulari e molecolari di base, del loro potenziale terapeutico nella medicina rigenerativa e nelle loro applicazioni nello sviluppo di nuovi farmaci".
I firmatari, e redattori, della Dichiarazione di Siviglia: Bernat Soria Escoms, dell'Universita' Miguel Hernández, Elche; José López Barneo, dell'Universita' di Siviglia; Joship Istkovitz-Eldor, del Rumban Medical Center di Haifa (Israele); Carlos Alonso Bedate, del Centro di Biologia Molecolare Severo Ochoa, UAM; Francisco Gracia Navarro, dell'Universita' di Córdoba; Sir Royy Calne, dell'Universita' di Cambridge; Malcom Alison, dell'Imperial College di Londra; Jerònia Lladó, dell'Ospedale Universitario di Son Dureta, Palma de Mallorca; José Becerra Ratia, Universita' di Málaga; Marcelo Palacios, della Societa' Internazionale di Bioetica; Alberto Martinez Serrano, del Centro de Biología Molecula Severo Ochoa, UAM; e Sebastián Chavez de Diego, dell'Universita' Internazionale dell'Andalusia.
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