Spagna. Una ricerca, le conseguenze della cattiva coltivazione in vitro
Alfonso Gutiérrez-Adán, ricercatore del Dipartimento di Riproduzione Animale dell'INIA a Madrid, ha diretto uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) su come la coltivazione in vitro di embrioni in condizioni non ottimali puo' portare a gravi conseguenze sullo sviluppo del feto e successivamente dell'individuo.
"Abbiamo analizzato se la coltivazione in vitro in condizioni non ottimali di embrioni di mammifero (topo) in stadi molto precoci dello sviluppo (precedenti all'impianto), abbia conseguenze a lungo termine sugli individui che vengono generati da questi embrioni. Abbiamo usato come modello il topo perche' in due anni si puo' analizzare tutta la vita, inclusa la vecchiaia".
Le conseguenze ci sono state, dalle alterazioni dell'espressione di alcuni geni, lo sviluppo postanatale, l'obesita', l'aumento delle patologie della vecchiaia e la modifica anche di alcuni modelli comportamentali. Questo fa concludere al ricercatore che bisogna essere molto prudenti su tutto cio' che riguarda la ricerca con embrioni e cellule staminali.
"Raccomandiamo l'uso di modelli animali per studiare qualsiasi tipo di tecnica o manipolazione embrionaria prima che venga utilizzata negli umani. L'influenza epigenetica dei fattori presenti nel siero o nella coltivazione e', nei modelli animali, maggiore di quanto ci aspettavamo, e questo dovra' essere tenuto in considerazione al momento di interpretare qualsiasi risultato di ricerche derivate dall'uso in vitro di embrioni o di cellule embrionarie", spiega Alfonso Gutiérrez-Adán.
"Abbiamo analizzato se la coltivazione in vitro in condizioni non ottimali di embrioni di mammifero (topo) in stadi molto precoci dello sviluppo (precedenti all'impianto), abbia conseguenze a lungo termine sugli individui che vengono generati da questi embrioni. Abbiamo usato come modello il topo perche' in due anni si puo' analizzare tutta la vita, inclusa la vecchiaia".
Le conseguenze ci sono state, dalle alterazioni dell'espressione di alcuni geni, lo sviluppo postanatale, l'obesita', l'aumento delle patologie della vecchiaia e la modifica anche di alcuni modelli comportamentali. Questo fa concludere al ricercatore che bisogna essere molto prudenti su tutto cio' che riguarda la ricerca con embrioni e cellule staminali.
"Raccomandiamo l'uso di modelli animali per studiare qualsiasi tipo di tecnica o manipolazione embrionaria prima che venga utilizzata negli umani. L'influenza epigenetica dei fattori presenti nel siero o nella coltivazione e', nei modelli animali, maggiore di quanto ci aspettavamo, e questo dovra' essere tenuto in considerazione al momento di interpretare qualsiasi risultato di ricerche derivate dall'uso in vitro di embrioni o di cellule embrionarie", spiega Alfonso Gutiérrez-Adán.
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