Spagna. Riviste cattoliche definiscono Bernat Soria il "dottor morte" per le sue ricerche con le staminali
Da quando e' stato nominato ministro della Sanita', Bernat Soria e' divenuto una delle principali ossessioni dei settori piu' reazionari e restii alla ricerca e alla scienza in Spagna. Il settimanale ultracattolico Alba gli dedica la copertina del suo ultimo numero per tacciarlo di "Doctor Muerte", dopo che in un'intervista il ministro aveva sostenuto che la legge sull'aborto deve rimanere com'e' e negato che la Spagna sia stata il paradiso degli aborti illegali. Un'altra rivista, sempre del Grupo Intereconomia, Epoca, lo accusa di mentire.
Il direttore di Alba apre l'edizione di questa settimana assicurando che il bambino di cui parlano i canti di Natale, "se stesse nel grembo di sua madre riceverebbe l'avallo del ministro per essere sterminato". Nell'intervista rilasciata al quotidiano El Mundo, Soria si era detto favorevole a mantenere la legge sull'aborto nei termini attuali, ossia, che e' legale abortire in determinati casi (il testo risale al 1985), e nel contempo definiva "una barbarie" l'affermazione secondo cui la Spagna e' un "paradiso degli aborti illegali". E' quanto sostengono alcuni gruppi di pressione ultracattolici, in riferimento agli atti giudiziari contro le cliniche che praticano l'aborto. Nelle pagine interne si continua attaccando Soria per le sue ricerche con le cellule staminali. Il settimanale conclude dicendo di Soria che "la sua ossessione nella distruzione di embrioni, nel definire diritto il delitto mortale dell'aborto e nell'instaurare l'eutanasia sono un'ossessione piu' per la morte che per la vita degli esseri umani".
Anche Epoca, una pubblicazione che come Alba appartiene al Grupo Intereconomia ed e' diretta dall'ex deputato del Partido Popular Julio Ariza, attacca il ministro. Assicura che Soria mente poiche' non puo' essere certo che "il 99,9% delle cliniche abortiste stiano dentro la legge", ne' che esista poca obiezione di coscienza tra i medici, e perche' abortire non e' un diritto bensi' "un delitto".
Il direttore di Alba apre l'edizione di questa settimana assicurando che il bambino di cui parlano i canti di Natale, "se stesse nel grembo di sua madre riceverebbe l'avallo del ministro per essere sterminato". Nell'intervista rilasciata al quotidiano El Mundo, Soria si era detto favorevole a mantenere la legge sull'aborto nei termini attuali, ossia, che e' legale abortire in determinati casi (il testo risale al 1985), e nel contempo definiva "una barbarie" l'affermazione secondo cui la Spagna e' un "paradiso degli aborti illegali". E' quanto sostengono alcuni gruppi di pressione ultracattolici, in riferimento agli atti giudiziari contro le cliniche che praticano l'aborto. Nelle pagine interne si continua attaccando Soria per le sue ricerche con le cellule staminali. Il settimanale conclude dicendo di Soria che "la sua ossessione nella distruzione di embrioni, nel definire diritto il delitto mortale dell'aborto e nell'instaurare l'eutanasia sono un'ossessione piu' per la morte che per la vita degli esseri umani".
Anche Epoca, una pubblicazione che come Alba appartiene al Grupo Intereconomia ed e' diretta dall'ex deputato del Partido Popular Julio Ariza, attacca il ministro. Assicura che Soria mente poiche' non puo' essere certo che "il 99,9% delle cliniche abortiste stiano dentro la legge", ne' che esista poca obiezione di coscienza tra i medici, e perche' abortire non e' un diritto bensi' "un delitto".
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