Sabato 6 giugno 2026
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Spagna. La Sanidad, le staminali, gli embrioni congelati e la ricerca

U.E. - SPAGNA
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La ministra alla Sanita', Ana Pastor, nel corso del programma "El primer Café" di Antena 3 andato il onda i 5 novembre ha assicurato che il suo dicastero "e' aperto a che la ricerca con le cellule staminali faccia progressi e vada avanti", preannunciando una "revisione" delle norme legislative per renderlo possibile. La Sanidad, sta studiando una tecnica pioniera, ideata dall'Istituto Valenziano di Infertilita' (Ivi), per far derivare linee cellulari da alcuni embrioni umani inutilizzabili che sono reperibili in tutte le cliniche per la riproduzione assistita.
La ricerca con le staminali "comporta una speranza per il futuro, specialmente per le patologie degenerative", ha detto la ministra, che poi ha preannunciato come "dobbiamo rivedere la nostra normativa e recepire le raccomandazioni dei comitati di esperti". La Commissione nazionale per la riproduzione assistita si era gia' pronunciata due anni e mezzo fa, a favore di una riforma per permettere la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Attualmente, in Spagna, nelle cliniche per la riproduzione assistita ci sono circa 40 mila embrioni congelati sovrannumerari, la maggior parte di questi infatti non e' piu' utilizzabile, visto che la Legge in materia proibisce di impiantare quelli che sono stati congelati da piu' di cinque anni.
All'ordine del giorno dell'incontro di lunedi' 11 novembre tra ministero e Commissione nazionale per la riproduzione assistita c'era anche l'elaborazione di un registro centralizzato di questi embrioni, un obbligo previsto dalla legge, che fino ad ora il Governo non ha rispettato. Questo registro permettera' di sapere il numero esatto di tutti gli embrioni esistenti, quanti di questi sono stati congelati da piu' di cinque anni, e in quanti casi i donatori sono stati consultati in merito ad una loro possibile utilizzazione per la ricerca scientifica. Ma la decisione e' stata rimandata ad un prossimo incontro. Per il momento si e' deciso che gli embrioni congelati potranno essere usati almeno per la fecondazione in vitro, visto che fino ad oggi non era possibile farlo in base ad un divieto previsto dalla legge del 1988 quando questa tecnica non era ancora sicura.
Ci sono tuttavia alcuni esperti che ritengono questi embrioni congelati da piu' di cinque anni un materiale non ottimale per dare l'avvio ad una ricerca, visto che non sono stati preparati per questo utilizzo. Ecco perche' due settimane fa, il codirettore dell'Istituto Valenziano di Infertilita' (Ivi), Antonio Pellier, ha proposto la creazione di un centro che fornisca la linee cellulari, raccogliendo direttamente dai centri per la fertilita' quegli embrioni sovrannumerari e conservandoli in maniera ottimale. Gli scienziati dell'Ivi hanno infatti messo appunto una tecnica pioniera per individuare quegli embrioni che non potrebbero mai impiantarsi nell'utero e poterli utilizzare per ottenere cellule staminali. Nella fecondazione in vitro, uno spermatozoo feconda un ovulo, esiste pero' un 5% di casi in cui sono due spermatozoi che fecondano l'ovulo. Il risultato e' un embrione non utilizzabile e nella legge di Riproduzione Assistita, all'articolo 15 si prescrive che "si autorizzera' la ricerca nei preembrioni solo se si trattera' di preembrioni non utilizzabili".
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