Spagna. Senza immigrati il sistema pensioni va in deficit
Il sistema previdenziale spagnolo non sarebbe in attivo, con un avanzo previsto per il 2007 di quasi 8 miliardi di euro, se non ci fossero i contributi degli immigrati. Lo ha affermato ieri il ministro del Lavoro spagnolo Jesus Caldera.
L'apporto degli immigrati al sistema di sicurezza sociale - ha detto Caldera in una conferenza stampa - e' "enorme" e rappresenta "approssimativamente tutto il surplus" di 7,7 miliardi di euro previsto nel bilancio 2007.
Il contributo degli immigrati "legalizzati" alla crescita economica e ai conti del sistema sociale spagnolo e' spesso citato dal governo socialista del primo ministro Jose' Luis Rodriguez Zapatero per giustificare la regolarizzazione di circa 600.000 clandestini nel 2005.
Caldera ha precisato che tra la popolazione immigrata vi sono attualmente 30 lavoratori attivi (che versano contributi) per ogni pensionato, mentre tra gli spagnoli autoctoni il rapporto e' di 2,65 a uno.
Negli ultimi 6 anni si sono installati in Spagna circa 3,8 milioni di immigrati, perlopiu' latinoamericani.
L'apporto degli immigrati al sistema di sicurezza sociale - ha detto Caldera in una conferenza stampa - e' "enorme" e rappresenta "approssimativamente tutto il surplus" di 7,7 miliardi di euro previsto nel bilancio 2007.
Il contributo degli immigrati "legalizzati" alla crescita economica e ai conti del sistema sociale spagnolo e' spesso citato dal governo socialista del primo ministro Jose' Luis Rodriguez Zapatero per giustificare la regolarizzazione di circa 600.000 clandestini nel 2005.
Caldera ha precisato che tra la popolazione immigrata vi sono attualmente 30 lavoratori attivi (che versano contributi) per ogni pensionato, mentre tra gli spagnoli autoctoni il rapporto e' di 2,65 a uno.
Negli ultimi 6 anni si sono installati in Spagna circa 3,8 milioni di immigrati, perlopiu' latinoamericani.
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