Spagna. Studiare le cellule staminali dei rettili in funzione di malattie neurodegenerative
Lo studio delle cellule staminali nella massa cerebrale di rettili e uccelli potrebbe risultare basilare, in futuro, per l'elaborazione di nuovi rimedi contro malattie neurodegenerative come l'Alzheimer o il Parkinson. Lo sostiene il cattedratico di Biologia Cellulare dell'Universita' di Valencia, Jose Manuel Garcia Verdugo, che in questa settimana ha partecipato ai corsi estivi dell'Universita' di Malaga.
Garcia Verdugo ritiene che sia "fondamentale" conoscere piu' in profondita' il funzionamento delle cellule staminali nel cervello umano, al fine di utilizzarle per generare neuroni che mitighino quelle patologie. Lo specialista riconosce che gli studi con materiale cerebrale umano sono molto complicati, tra l'altro per la scarsita' e il cattivo stato dei campioni disponibili, provenienti da interventi chirurgici o da persone decedute. Si sa che le cellule staminali esistono in tutti i vertebrati, ma la loro disposizione e organizzazione sono piu' semplici negli uccelli e nei rettili, "per cui e' piu' facile imparare come si organizzano", ed estrapolare cio' che si e' appreso a vantaggio dei mammiferi. "Oggi sappiamo che la produzione di nuovi neuroni esiste in tutte le specie, incluso l'essere umano", ricorda il professore, il quale afferma che grazie alle cellule staminali si potrebbero generare neuroni sani in sostituzione di quelli che muoiono e danno luogo alle malattie citate. In ogni caso, Garcia Verdugo e' consapevole che cio' implica un lungo percorso "e non possiamo promettere che si riuscira' a breve o medio termine".
Garcia Verdugo ritiene che sia "fondamentale" conoscere piu' in profondita' il funzionamento delle cellule staminali nel cervello umano, al fine di utilizzarle per generare neuroni che mitighino quelle patologie. Lo specialista riconosce che gli studi con materiale cerebrale umano sono molto complicati, tra l'altro per la scarsita' e il cattivo stato dei campioni disponibili, provenienti da interventi chirurgici o da persone decedute. Si sa che le cellule staminali esistono in tutti i vertebrati, ma la loro disposizione e organizzazione sono piu' semplici negli uccelli e nei rettili, "per cui e' piu' facile imparare come si organizzano", ed estrapolare cio' che si e' appreso a vantaggio dei mammiferi. "Oggi sappiamo che la produzione di nuovi neuroni esiste in tutte le specie, incluso l'essere umano", ricorda il professore, il quale afferma che grazie alle cellule staminali si potrebbero generare neuroni sani in sostituzione di quelli che muoiono e danno luogo alle malattie citate. In ogni caso, Garcia Verdugo e' consapevole che cio' implica un lungo percorso "e non possiamo promettere che si riuscira' a breve o medio termine".
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