Spagna. I tempi s'allungano per Inmaculada
La responsabile della Sanita', Maria Jesus Montero, annuncia che "prima che finisca questa settimana, con ogni probabilita' domani", un tecnico della delegazione provinciale sanitaria della Giunta di Granada andra' a prendere il testamento biologico di Inmaculada Echevarria; se cio' che la paziente sollecita e' che le si tolga il supporto vitale "il caso andra' in tribunale per la controversia giuridica in materia di eutanasia passiva". La titolare andalusa della Sanita' si riferisce alla "controversia giuridica" rispetto all'interpretazione "della seconda parte dell'articolo del Codice Penale, che traccia un confine tra riduzione dell'intervento terapeutico e l'eutanasia". In concreto -ha spiegato-, se la paziente ricoverata al San Rafael di Granada "sollecitasse per scritto e nella piena potesta' delle sue facolta' di essere staccata dalla macchina, il passo successivo della Giunta sarebbe di convocare il Comitato di Etica ed Indagine Sanitaria, il quale darebbe il suo giudizio in merito alle condizioni cliniche inerenti il caso". "Una volta ottenute le deliberazioni del comitato etico e la richiesta scritta della paziente, ci rivolgeremmo al tribunale", ha proseguito Montero, insistendo sul fatto che la necessita' d'interpellare la giustizia risponde "alla controversia giuridica che esiste rispetto a cio' che si ritiene essere la riduzione dello sforzo terapeutico, un tema che, in ultima istanza, spetta ai tribunali dirimere". Ha sottolineato che comunque finora non c'e' una richiesta con la volonta' precisa della paziente e, quindi, per la Giunta e' importante non agire prima di avere ben chiara l'istanza. Ci sono due procedimenti radicalmente opposti: se la paziente chiede l'iniezione di una sostanza "saremmo di fronte a un caso evidente di eutanasia attiva", caso escluso dal Codice Penale. Solo se la richiesta scritta si riferisse al ritiro del supporto che la tiene in vita, il dipartimento di Sanita' investirebbe della questione il Comitato etico andaluso, il quale ha molta voce in capitolo, benche' l'ultima parola spetti comunque ai tribunali. "La letteratura, in questa materia, stabilisce come requisito assolutamente imprescindibile quello di avere ben chiaro quale sia la volonta' di questa signora e che, la stessa, esprima con chiarezza cio' che vuole". "Non e' la stessa cosa sollecitare l'iniezione di una sostanza o chiedere il ritiro di un supporto vitale".
In quanto al testamento di fine vita, la signora Montero ha spiegato che questo strumento "opera solo quando la paziente non ha capacita' d'esprimersi sul trattamento che desidera avere". Quindi esso non sarebbe utilizzabile in questa circostanza, a meno che la paziente non fosse piu' in grado di esprimere la propria volonta'". Infine, questo e' il primo caso in Andalusia che lei ricordi in cui una signora collegata a un supporto vitale, come e' la ventilazione assistita, esprima autonomamente la propria volonta' e chieda che le si stacchi l'apparecchio. "Questo, per quanto ne sappiamo, non si e' mai verificato in altre occasioni, quando la richiesta partiva dai familiari; di qui l'importanza del testamento biologico", ha chiosato la consigliera.
In quanto al testamento di fine vita, la signora Montero ha spiegato che questo strumento "opera solo quando la paziente non ha capacita' d'esprimersi sul trattamento che desidera avere". Quindi esso non sarebbe utilizzabile in questa circostanza, a meno che la paziente non fosse piu' in grado di esprimere la propria volonta'". Infine, questo e' il primo caso in Andalusia che lei ricordi in cui una signora collegata a un supporto vitale, come e' la ventilazione assistita, esprima autonomamente la propria volonta' e chieda che le si stacchi l'apparecchio. "Questo, per quanto ne sappiamo, non si e' mai verificato in altre occasioni, quando la richiesta partiva dai familiari; di qui l'importanza del testamento biologico", ha chiosato la consigliera.
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