Spagna. Test antidroghe a scuola? Non se parla proprio!
Il primo ministro britannico, Tony Blair, ha annunciato che nelle scuole potranno essere effettuate analisi della saliva per gli studenti per verificare se sono dei consumatori di droghe. Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, preannuncia la volonta' di ampliare i programmi contro il consumo delle droghe nelle scuole. In Spagna, riporta oggi il quotidiano El Pais, la situazione e' decisamente diversa, e contro la sola possibilita' che un giorno possa realizzarsi qualcosa del genere sarebbero per una volta uniti: professori, genitori degli alunni e alunni, Governo e organizzazioni non governative che lottano contro la tossicodipendenza.Il delegato del Governo per il Plan Nacional sobre Drogas, César Pascual, ha cosi' precisato che non si e' mai pensato di impiantare questi programmi nelle scuole spagnole. Le federazioni dei sindacati degli insegnanti CCOO e UGT hanno liquidato la misura bollandola come "regime da polizia". "E' una barbarie introdurre nella scuola una misura da polizia che parte dalla considerazione che tutti gli alunni sono potenziali delinquenti, e mettere quindi gli studenti e le scuole sotto sospetto", spiega il segretario generale della Federazione degli Insegnanti della CCOO, Fernando Lezcano. Mentre il suo omologo dell'Ugt, Jesus Ramon Copa, ripete: "il tema suona come poliziesco e dubito, anche, che questa misura sia legale, poiche' attenta contro il diritto all'intimita' degli alunni".
La segretaria generale del sindacato degli Studenti, Miriam Municio, crede che vadano stabiliti dei limiti: "e' una misura pericolosa, si inizia facendo delle analisi della saliva ai giovani e si finisce rovistando negli zaini degli studenti per qualsiasi motivo.". Municio crede che il problema della droga possa essere combattuto con misure educative, piuttosto che con quelle repressive e punitive: "noi studenti abbiamo bisogno di informazione e di responsabilizzazione all'interno degli istituti. E in piu', assistenti sociali e psicologi che aiutino gli alunni piu' colpiti". Fuori dalla suola, inoltre, ci sarebbe bisogno di politiche rivolte a promuovere luoghi di divertimento alternativo, come centri giovanili o cinema piu' economici, per esempio.
Per la presidente della confederazione dei genitori degli alunni CEAPA, Maite Pina, la paura non puo' essere la soluzione: "le soluzioni che bisogna cercare devono essere prima di tutto di prevenzione. Lavorare sull'autostima, nel far si' che i ragazzi sappiano dire di no".
Neppure dall'Unione Spagnola delle Associazioni e le Entita' di Attenzione al Tossicodipendente (UNAD), si crede in questi programmi: "l'importante e' prevenire e creare un clima di fiducia tra la scuola e gli alunni", specifica il presidente Luciano Poyato, che prosegue, "questo tipo di misure mettono in conflitto la sincerita' dell'alunno. La conseguenza sara' che i ragazzi si procureranno la droga in un clima repressivo, che generera' piu' sfiducia e ribellione". Dell'UNAD fanno parte piu' di 300 ong di tutta la Spagna che si occupano di tossicodipendenza. Ignacio Calderon, direttore generale della Fondazione di Aiuto contro la Tossicodipendenza (FAD), sottolinea come la prevenzione dall'infanzia e' il miglior cammino per evitare il consumo di droghe nell'adolescenza.
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