Lunedì 8 giugno 2026
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Spagna. Tribunale difende l'attivita' di una narcosala

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Un tribunale di Barcellona ha respinto il ricorso presentato da varie associazioni di cittadini di Vall d'Hebron contro una narcosala; la sentenza spiega che l'amministrazione municipale e' obbligata a combattere i danni che le droghe provocano alla salute.
Il Centro de Atencion y Seguimiento per tossicodipendenti e' uno spazio di 126 metri quadrati conosciuto come narcosala, entrato in funzione il 28 luglio dell'anno scorso di fronte all'ospedale della Vall d'Hebron. Nel marzo del 2006 il consiglio comunale di Barcellona ha autorizzato il suo trasferimento all'interno dell'area sanitaria. Gli abitanti della zona, che hanno manifestato tutte le settimane per esigere la chiusura della narcosala, nel ricorso spiegano che l'attivita' del centro -dove e' possibile iniettarsi la droga- incrementa l'insicurezza della zona e che, con il suo atteggiamento, l'amministrazione favorisce le pratiche illegali come il consumo di droghe. Ma il giudice risponde che l'amministrazione comunale non solo puo', ma "e' abilitata" a favorire un presidio come quello contestato. I richiedenti forse dimenticano che potrebbero non essere d'accordo con uno Stato che restasse inerte di fronte a una realta' come i danni alla salute derivati dall'uso di droghe (infezione da Hiv, epatiti B e C, tubercolosi ...). Dopo aver considerato che non sarebbe accettabile "la deliberata passivita' dell'amministrazione in queste circostanze", il giudice ricorda che se si dovesse seguire il ragionamento dei ricorrenti "si svuoterebbe di contenuto l'attivita' di assistenza e recupero del tossicodipendente nonche' il diritto alla salute riconosciuto dalla Costituzione". Nella sentenza c'e' anche un riferimento alla raccomandazione dell'Unione Europea, che invita gli Stati a promuovere politiche di riduzione del danno, cio' che include la riduzione degli effetti negativi, sociali e sanitari, del consumo di droghe. La sentenza da' per accertato che la narcosala e' entrata in funzione con le dovute autorizzazioni e licenze, e segnala che, in ogni caso, e' gia' stato autorizzato il suo trasferimento alle dipendenze dell'ex centro di assistenza primaria (CAP) dell'area ospedaliera di Vall d'Hebron. E' opinione del giudice che per annullare la delibera municipale non e' sufficiente che la decisione non sia condivisa dai richiedenti: "(...) la discrezionalita' amministrativa non puo' essere oggetto di revisione in sede giurisdizionale sulla base di considerazioni o motivi di maggiore o minore opportunita'".
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