Spagna. Vescovi accusano Governo: disprezza la vita
I vescovi lanciano un nuovo attacco al governo socialista di Jose' Luis Rodriguez Zapatero, accusato di disprezzare la cultura della vita creando leggi che non la proteggono. I prelati chiedono l'abolizione dell'aborto e della fecondazione assistita per combattere la 'cultura della morte' che permea la societa'. La colpa? Delle istituzioni, che 'fomentano la promiscuita' sessuale', e dei media che appoggiano l'accettazione sociale di pratiche come l'eutanasia.
'Per una cultura della vita', il comunicato diffuso ieri dalla sottocommissione episcopale per la famiglia e per la difesa della vita, in cui si chiedeva l'abolizione della legge sull'aborto, depenalizzato dal 1985, e sulla fecondazione umana assistita, ha aperto la polemica, alla vigilia della 'Giornata della vita' che la Chiesa celebrera' domenica prossima.
Matilde Valentin, segretaria degli affari sociali del Partito socialista (Psoe), ha assicurato che il proprio partito e' 'assolutamente rispettoso' dell'opinione dei vescovi, cosi' come di quella delle donne che optano per questa pratica, ricordando che si tratta di un diritto consolidato da 22 anni.
Al centro della polemica, che coinvolge le tante riforme sociali del governo Zapatero, c'e' l'aborto: 'In Spagna abbiamo alcune leggi che attentano contro la vita e che devono essere abolite', questo nel comunicato di ieri, incalzato oggi da una nota dei vescovi della provincia di Madrid che hanno definito l'interruzione volontaria della gravidanza come 'un crimine nefando' aggiungendo che 'non possiamo abituarci a situazioni immorali determinate da leggi ingiuste'.
Pioggia di critiche anche sul divorzio, legale in Spagna da 26 anni. La visione che del paese danno i vescovi, qualificata dal quotidiano socialista El Pais come 'apocalittica', porta alla conclusione che 'nella nostra societa' c'e' una vera e propria cultura della morte'.
Tra le altre accuse mosse all'esecutivo quella di 'fomentare la promiscuita' sessuale con la falsa speranza che il preservativo e l'uso della pillola del giorno dopo permettano una pratica sicura del sesso'. Non si salvano neanche i media, molti dei quali 'promuovono la regolamentazione dell'aborto e dell'eutanasia'.
Il riferimento e' chiaro ed e' al 'disgraziato caso ormai noto' di Inmaculada Echevarria, la donna di Granada che soffriva di distrofia muscolare progressiva, deceduta la settimana scorsa con il consenso delle autorita' dopo la sua richiesta di morte assistita.
Non c'e' mai stato un idillio: il rapporto tra il governo di Zapatero e la Chiesa e' stato caratterizzato sempre da posizioni diametralmente opposte. Le riforme sociali, dal matrimonio omosessuale, alla fecondazione assistita, al divorzio rapido, all'aborto, stanno caratterizzando una legislatura a cui la Chiesa ha sempre fatto la guerra.
'Per una cultura della vita', il comunicato diffuso ieri dalla sottocommissione episcopale per la famiglia e per la difesa della vita, in cui si chiedeva l'abolizione della legge sull'aborto, depenalizzato dal 1985, e sulla fecondazione umana assistita, ha aperto la polemica, alla vigilia della 'Giornata della vita' che la Chiesa celebrera' domenica prossima.
Matilde Valentin, segretaria degli affari sociali del Partito socialista (Psoe), ha assicurato che il proprio partito e' 'assolutamente rispettoso' dell'opinione dei vescovi, cosi' come di quella delle donne che optano per questa pratica, ricordando che si tratta di un diritto consolidato da 22 anni.
Al centro della polemica, che coinvolge le tante riforme sociali del governo Zapatero, c'e' l'aborto: 'In Spagna abbiamo alcune leggi che attentano contro la vita e che devono essere abolite', questo nel comunicato di ieri, incalzato oggi da una nota dei vescovi della provincia di Madrid che hanno definito l'interruzione volontaria della gravidanza come 'un crimine nefando' aggiungendo che 'non possiamo abituarci a situazioni immorali determinate da leggi ingiuste'.
Pioggia di critiche anche sul divorzio, legale in Spagna da 26 anni. La visione che del paese danno i vescovi, qualificata dal quotidiano socialista El Pais come 'apocalittica', porta alla conclusione che 'nella nostra societa' c'e' una vera e propria cultura della morte'.
Tra le altre accuse mosse all'esecutivo quella di 'fomentare la promiscuita' sessuale con la falsa speranza che il preservativo e l'uso della pillola del giorno dopo permettano una pratica sicura del sesso'. Non si salvano neanche i media, molti dei quali 'promuovono la regolamentazione dell'aborto e dell'eutanasia'.
Il riferimento e' chiaro ed e' al 'disgraziato caso ormai noto' di Inmaculada Echevarria, la donna di Granada che soffriva di distrofia muscolare progressiva, deceduta la settimana scorsa con il consenso delle autorita' dopo la sua richiesta di morte assistita.
Non c'e' mai stato un idillio: il rapporto tra il governo di Zapatero e la Chiesa e' stato caratterizzato sempre da posizioni diametralmente opposte. Le riforme sociali, dal matrimonio omosessuale, alla fecondazione assistita, al divorzio rapido, all'aborto, stanno caratterizzando una legislatura a cui la Chiesa ha sempre fatto la guerra.
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