Spagna. I vescovi e il referendum sulla Costituzione europea
Secondo la Nota della Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Spagnola (CEE), la Costituzione europea ha degli aspetti positivi e altri negativi, ragion per cui i vescovi si impegnano a promuovere un "voto di coscienza" in vista del referendum.
La Spagna sara' il primo Paese della Ue a sottoporre a consultazione popolare il Trattato costituzionale europeo il 20 febbraio prossimo.
Il dovere pastorale dei Vescovi e' quello di "offrire un aiuto ai cattolici, e all'opinione pubblica in generale, circa l'orientamento morale del voto responsabile e in coscienza", cosi' come "le molte richieste ricevute da vari settori della comunita' cattolica che sollecitano una parola in questo senso".
C'e' del buono nel Trattato che promuove una maggiore integrazione con "con tutto cio' che questo comporta: consolidamento della pace tra i popoli d'Europa; sviluppo economico e sociale; cooperazione piu' efficace contro il terrorismo e la delinquenza internazionale e incremento della capacita' dell'Unione di agire in modo concertato nel mondo". A favore del Trattato c'e' anche la menzione della religione "come uno degli elementi costruttivi dell'eredita' europea" ed il riconoscimento "delle Chiese come realta' sociali con valore specifico" con cui l'Unione manterra' "un dialogo aperto, trasparente e regolare".
Tra gli elementi negativi riscontrati dai Vescovi nella "Costituzione" c'e' il fatto che non figuri una definizione chiara di "un diritto umano cosi' fondamentale come quello alla vita". "Il testo costituzionale non esclude la ricerca letale con embrioni umani ne' l'aborto ne' l'eutanasia; non esclude nemmeno la clonazione di esseri umani per la sperimentazione e la terapia", aggiungono. I prelati sentono anche la mancanza di "una maggiore tutela del matrimonio e della famiglia, cosi' come della definizione esplicita del matrimonio come unione stabile di un uomo e di una donna e della protezione del diritto dei figli a non essere adottati da un altro tipo di unione".
E allora "Il 'si'' e il 'no', il voto in bianco e l'astensione sono opzioni possibili e legittime; il voto in bianco e l'astensione, nel caso in cui non sia possibile superare le perplessita' o non si possa accettare alla base la consultazione", hanno concluso.
La Spagna sara' il primo Paese della Ue a sottoporre a consultazione popolare il Trattato costituzionale europeo il 20 febbraio prossimo.
Il dovere pastorale dei Vescovi e' quello di "offrire un aiuto ai cattolici, e all'opinione pubblica in generale, circa l'orientamento morale del voto responsabile e in coscienza", cosi' come "le molte richieste ricevute da vari settori della comunita' cattolica che sollecitano una parola in questo senso".
C'e' del buono nel Trattato che promuove una maggiore integrazione con "con tutto cio' che questo comporta: consolidamento della pace tra i popoli d'Europa; sviluppo economico e sociale; cooperazione piu' efficace contro il terrorismo e la delinquenza internazionale e incremento della capacita' dell'Unione di agire in modo concertato nel mondo". A favore del Trattato c'e' anche la menzione della religione "come uno degli elementi costruttivi dell'eredita' europea" ed il riconoscimento "delle Chiese come realta' sociali con valore specifico" con cui l'Unione manterra' "un dialogo aperto, trasparente e regolare".
Tra gli elementi negativi riscontrati dai Vescovi nella "Costituzione" c'e' il fatto che non figuri una definizione chiara di "un diritto umano cosi' fondamentale come quello alla vita". "Il testo costituzionale non esclude la ricerca letale con embrioni umani ne' l'aborto ne' l'eutanasia; non esclude nemmeno la clonazione di esseri umani per la sperimentazione e la terapia", aggiungono. I prelati sentono anche la mancanza di "una maggiore tutela del matrimonio e della famiglia, cosi' come della definizione esplicita del matrimonio come unione stabile di un uomo e di una donna e della protezione del diritto dei figli a non essere adottati da un altro tipo di unione".
E allora "Il 'si'' e il 'no', il voto in bianco e l'astensione sono opzioni possibili e legittime; il voto in bianco e l'astensione, nel caso in cui non sia possibile superare le perplessita' o non si possa accettare alla base la consultazione", hanno concluso.
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