Lo spam 'farmaceutico' partiva da Como, Reggio Emilia, Benevento e Potenza
La Guardia di finanza di Ferrara ha scoperto un mercato on-line di medicinali importati illegalmente dall'India. Tre persone sono state denunciate.
I finanzieri si sono imbattuti in quattro 'farmacie telematiche' di Como, Reggio Emilia, Benevento e Potenza (queste ultime gestite dalla stessa persona), che si rifornivano in rete di medicinali dall'India e, in parte dall'Inghilterra, aggirando i divieti in materia di importazione, commercializzazione e prescrizione medica.
In vendita c'erano soprattutto confezioni di cardiovascolari (prodotti spacciati come 'viagra' o 'cialis', della cui originalita' pero' i finanzieri dubitano), farmaci per l'accrescimento muscolare nonche' prodotti di natura sconosciuta, la cui composizione dovra' essere accertata. I tre 'farmacisti' si erano registrati su un sito americano attraverso cui si collegavano con rivenditori farmaceutici indiani che commercializzano molecole di farmaci vendibili in Italia solo dietro presentazione di ricetta. L'indagine e' partita dallo 'spamming' che intasava le caselle e-mail di alcuni utenti di internet. I tre italiani denunciati - due studenti universitari ed un imprenditore - offrivano i medicinali acquistati sul mercato telematico a prezzi ribassati. Nelle loro abitazioni le Fiamme gialle hanno trovato 500 confezioni di farmaci.
La Guardia di finanza di Ferrara ha scoperto un mercato on-line di medicinali importati illegalmente dall'India. Tre persone sono state denunciate.
I finanzieri si sono imbattuti in quattro 'farmacie telematiche' di Como, Reggio Emilia, Benevento e Potenza (queste ultime gestite dalla stessa persona), che si rifornivano in rete di medicinali dall'India e, in parte dall'Inghilterra, aggirando i divieti in materia di importazione, commercializzazione e prescrizione medica.
In vendita c'erano soprattutto confezioni di cardiovascolari (prodotti spacciati come 'viagra' o 'cialis', della cui originalita' pero' i finanzieri dubitano), farmaci per l'accrescimento muscolare nonche' prodotti di natura sconosciuta, la cui composizione dovra' essere accertata. I tre 'farmacisti' si erano registrati su un sito americano attraverso cui si collegavano con rivenditori farmaceutici indiani che commercializzano molecole di farmaci vendibili in Italia solo dietro presentazione di ricetta. L'indagine e' partita dallo 'spamming' che intasava le caselle e-mail di alcuni utenti di internet. I tre italiani denunciati - due studenti universitari ed un imprenditore - offrivano i medicinali acquistati sul mercato telematico a prezzi ribassati. Nelle loro abitazioni le Fiamme gialle hanno trovato 500 confezioni di farmaci.
I finanzieri si sono imbattuti in quattro 'farmacie telematiche' di Como, Reggio Emilia, Benevento e Potenza (queste ultime gestite dalla stessa persona), che si rifornivano in rete di medicinali dall'India e, in parte dall'Inghilterra, aggirando i divieti in materia di importazione, commercializzazione e prescrizione medica.
In vendita c'erano soprattutto confezioni di cardiovascolari (prodotti spacciati come 'viagra' o 'cialis', della cui originalita' pero' i finanzieri dubitano), farmaci per l'accrescimento muscolare nonche' prodotti di natura sconosciuta, la cui composizione dovra' essere accertata. I tre 'farmacisti' si erano registrati su un sito americano attraverso cui si collegavano con rivenditori farmaceutici indiani che commercializzano molecole di farmaci vendibili in Italia solo dietro presentazione di ricetta. L'indagine e' partita dallo 'spamming' che intasava le caselle e-mail di alcuni utenti di internet. I tre italiani denunciati - due studenti universitari ed un imprenditore - offrivano i medicinali acquistati sul mercato telematico a prezzi ribassati. Nelle loro abitazioni le Fiamme gialle hanno trovato 500 confezioni di farmaci.
La Guardia di finanza di Ferrara ha scoperto un mercato on-line di medicinali importati illegalmente dall'India. Tre persone sono state denunciate.
I finanzieri si sono imbattuti in quattro 'farmacie telematiche' di Como, Reggio Emilia, Benevento e Potenza (queste ultime gestite dalla stessa persona), che si rifornivano in rete di medicinali dall'India e, in parte dall'Inghilterra, aggirando i divieti in materia di importazione, commercializzazione e prescrizione medica.
In vendita c'erano soprattutto confezioni di cardiovascolari (prodotti spacciati come 'viagra' o 'cialis', della cui originalita' pero' i finanzieri dubitano), farmaci per l'accrescimento muscolare nonche' prodotti di natura sconosciuta, la cui composizione dovra' essere accertata. I tre 'farmacisti' si erano registrati su un sito americano attraverso cui si collegavano con rivenditori farmaceutici indiani che commercializzano molecole di farmaci vendibili in Italia solo dietro presentazione di ricetta. L'indagine e' partita dallo 'spamming' che intasava le caselle e-mail di alcuni utenti di internet. I tre italiani denunciati - due studenti universitari ed un imprenditore - offrivano i medicinali acquistati sul mercato telematico a prezzi ribassati. Nelle loro abitazioni le Fiamme gialle hanno trovato 500 confezioni di farmaci.
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