Spesa farmaceutica in calo ma aumentano consumi
Nei primi nove mesi del 2011, la spesa farmaceutica lorda territoriale a carico del Servizio sanitario nazionale ha registrato una riduzione del 3,7%. Sono stati, infatti, spesi per i farmaci distribuiti a livello territoriale 9.370 milioni di euro rispetto ai 9.726 milioni dei primi nove mesi del 2010. La compartecipazione a carico del cittadino, sempre nei primi nove mesi del 2011, e' pari a 974 milioni di euro, con un incremento del 36,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E' quanto emerge dalla Relazione sullo Stato sanitario del paese 2011, redatto dal ministero della Salute e presentato questa mattina a Roma.
A fronte della diminuzione della spesa, nel 2011 si e' registrato un generale aumento dei consumi di farmaci in tutte le regioni, fatta eccezione per la Campania (-5,9%) e la Puglia (-2,2%). Gli incrementi piu' elevati, rispetto al 2010, sono stati registrati nella provincia autonoma di Bolzano (+3,6%), in Umbria (+3,3%) e Lombardia (+3,3%). La spesa regionale, si legge ancora nella relazione, a fronte di una media nazionale di 153,10 euro procapite, varia da un massimo di 193,20 euro in Sicilia a un minimo di 111,60 nella provincia di Bolzano. La categoria terapeutica a maggiore impatto di spesa e consumo e' rappresentata dai farmaci per il sistema cardiovascolare (55,1 euro pro capite). Sebbene, rispetto allo stesso periodo del 2010, il consumo di questa classe di farmaci sia in lieve aumento (+1,1%), la spesa e' diminuita del 4,7%, coerentemente con il forte calo dei prezzi (-6,9%).
Dall'analisi del trend di spesa e dei consumi negli ultimi quattro anni, effettuata attraverso la "banca dati della tracciabilita' del farmaco", e' stato verificato come, a fronte di una crescita dei consumi, il prezzo medio per Ddd (Dosi Definite Die) per l'acquisizione dei farmaci da parte delle strutture sanitarie pubbliche sia diminuito negli anni: in particolare nel 2011 (1,96 euro) rispetto al 2010 (2,65).
Grazie alle informazioni fornite dalla stessa banca dati, e' stato possibile verificare che a fine 2011 gli esercizi commerciali, le cosiddette parafarmacie, che effettuano vendita di medicinali sono 3.900; che i soggetti giuridici titolari di farmacie che effettuano anche distribuzione all'ingrosso di medicinali sono 140, pari a circa l'1% sul totale delle farmacie aperte al pubblico. Attraverso il flusso informativo della distribuzione diretta, e' stato invece osservato lo spostamento dei volumi di spesa farmaceutica passata, tra il 2008 e il 2011, da 2 milioni 480mila a poco meno di 4 milioni di euro3.914.437.053. Nel corso del 2011, si legge nella Relazione, nella Rete nazionale di farmacovigilanza (Rnf) sono state registrate 23.742 segnalazioni di sospette reazioni avverse a farmaci, con un aumento dell'8% rispetto al 2010. Nello stesso anno, attraverso i fondi stanziati dallo Stato per le Regioni, sono stati valutati e approvati 146 progetti regionali e multiregionali, ritenuti in grado di aumentare la conoscenza su specifiche categorie di medicinali e sul loro profilo di sicurezza. I medicinali inclusi nell'elenco di monitoraggio intensivo sono 192 (di cui 41 di nuovo inserimento). Lo scorso anno sono state 573 le segnalazioni perdute all'Aifa a proposito di difetti di qualita' i medicinali in commercio (60 in piu' rispetto al 2010).
A fronte della diminuzione della spesa, nel 2011 si e' registrato un generale aumento dei consumi di farmaci in tutte le regioni, fatta eccezione per la Campania (-5,9%) e la Puglia (-2,2%). Gli incrementi piu' elevati, rispetto al 2010, sono stati registrati nella provincia autonoma di Bolzano (+3,6%), in Umbria (+3,3%) e Lombardia (+3,3%). La spesa regionale, si legge ancora nella relazione, a fronte di una media nazionale di 153,10 euro procapite, varia da un massimo di 193,20 euro in Sicilia a un minimo di 111,60 nella provincia di Bolzano. La categoria terapeutica a maggiore impatto di spesa e consumo e' rappresentata dai farmaci per il sistema cardiovascolare (55,1 euro pro capite). Sebbene, rispetto allo stesso periodo del 2010, il consumo di questa classe di farmaci sia in lieve aumento (+1,1%), la spesa e' diminuita del 4,7%, coerentemente con il forte calo dei prezzi (-6,9%).
Dall'analisi del trend di spesa e dei consumi negli ultimi quattro anni, effettuata attraverso la "banca dati della tracciabilita' del farmaco", e' stato verificato come, a fronte di una crescita dei consumi, il prezzo medio per Ddd (Dosi Definite Die) per l'acquisizione dei farmaci da parte delle strutture sanitarie pubbliche sia diminuito negli anni: in particolare nel 2011 (1,96 euro) rispetto al 2010 (2,65).
Grazie alle informazioni fornite dalla stessa banca dati, e' stato possibile verificare che a fine 2011 gli esercizi commerciali, le cosiddette parafarmacie, che effettuano vendita di medicinali sono 3.900; che i soggetti giuridici titolari di farmacie che effettuano anche distribuzione all'ingrosso di medicinali sono 140, pari a circa l'1% sul totale delle farmacie aperte al pubblico. Attraverso il flusso informativo della distribuzione diretta, e' stato invece osservato lo spostamento dei volumi di spesa farmaceutica passata, tra il 2008 e il 2011, da 2 milioni 480mila a poco meno di 4 milioni di euro3.914.437.053. Nel corso del 2011, si legge nella Relazione, nella Rete nazionale di farmacovigilanza (Rnf) sono state registrate 23.742 segnalazioni di sospette reazioni avverse a farmaci, con un aumento dell'8% rispetto al 2010. Nello stesso anno, attraverso i fondi stanziati dallo Stato per le Regioni, sono stati valutati e approvati 146 progetti regionali e multiregionali, ritenuti in grado di aumentare la conoscenza su specifiche categorie di medicinali e sul loro profilo di sicurezza. I medicinali inclusi nell'elenco di monitoraggio intensivo sono 192 (di cui 41 di nuovo inserimento). Lo scorso anno sono state 573 le segnalazioni perdute all'Aifa a proposito di difetti di qualita' i medicinali in commercio (60 in piu' rispetto al 2010).
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