STAMANI A ROMA CELEBRATO IL FUNERALE DI PIERGIORGIO WELBY
Fra le mille e le quattro mila persone hanno partecipato oggi al 'funerale laico' celebrato in onore di Piergiorgio Welby in piazza San Giovanni Bosco a Roma. Una cerimonia laica perche' non e' stato possibile rendere omaggio a Welby con il rito religioso per il no del Vicariato. Molti coloro che, dopo aver partecipato alla messa della vigilia di Natale, si sono trovati in piazza tra i militanti radicali, i volontari dell'associazione Luca Coscioni, i parlamentari radunati sotto il palco dove e' stato adagiato il feretro di Welby. Tanti i fedeli che non hanno condiviso la scelta della curia e si sono uniti alla folla laica applaudendo all'arrivo del feretro e rivolgendo alla chiesa un coro di "vergogna". Accanto alla bara l'anziana madre di Piergiorgio, rimasta seduta su una seggiola con la mano poggiata durante l'intera cerimonia sul legno del feretro. E poi la moglie Mina che ha ringraziato tutti i partecipanti: 'questo e' stato un Natale come Piergiorgio non se lo sarebbe mai immaginato. Un Natale di gioia dato che lui adesso e' davvero libero'. A rendere omaggio a Welby anche Emma Bonino, Marco Pannella, Marco Cappato, ma soprattutto tantissimi abitanti del popolare quartiere Don Bosco che conoscevano personalmente Piergiorgio e la sua famiglia e ne hanno condiviso il dramma. Come un'anziana fedele,che appena uscita dalla chiesa questa mattina si e' recata in piazza accanto al palco: 'Oggi non ho fatto la Comunione. Quello che e' accaduto, e l'ho spiegato al prete, non e' giusto, non bisognava negare i funerali in chiesa a Piergiorgio'.
MINA WELBY: RESPIRATORE TOLTO MENTRE DORMIVA, NON HA SENTITO NULLA 'In pace si e' addormentato nel Signore'. Cosi' Mina Welby, la moglie di Piergiorgio, ha ricordato a margine dei funerali laici svoltisi oggi a Roma la morte del marito e portando ad esempio una vignetta 'dove c'e' una mano che scende dalle nuvole, prende una rosa e la porta via mentre un dottore taglia lo stelo'. Mina Welby ha sottolineato che il marito 'era veramente arrivato agli sgoccioli e il medico ha fatto un grande gesto'. Mina Welby ha inoltre precisato che il respiratore e' stato staccato mentre Welby dormiva 'essendo addormentato non ha sentito nulla', ha concluso la moglie di Piergiorgio Welby.
TONINI,CHIESA DEVE OPPORSI A STRUMENTALIZZAZIONE MORTE 'La Chiesa e' madre e lo e' con tutti. Purtroppo, pero', in questo caso ha dovuto mostrarsi ferma: c'e' stata una strumentalizzazione della sofferenza di quest'uomo e della sua morte, un can-can mediatico per dire 'abbiamo ragione noi''. Il cardinale Ersilio Tonini, parlando alla trasmissione A Sua Immagine di RaiUno, ha cosi' spiegato la decisione del Vicariato di Roma di negare i funerali religiosi a Piergiorgio Welby. L'arcivescovo emerito di Ravenna ha ricordato di aver intrattenuto un rapporto epistolare con Welby e si e' detto 'turbato dalla presenza di parlamentari e ministri accanto a lui nel momento conclusivo della vicenda'. 'Quattro cinque anni fa - ha rivelato - Welby mi aveva scritto una lettera un po' polemica ma anche affettuosa. Era possibile con lui un dialogo franco e sereno'. 'Poi qualcosa e' accaduto - ha detto ancora il card. Tonini -, si e' voluto strumentalizzare la sua malattia. Di fronte al suicidio la Chiesa era molto severa, per ricordare a tutti il valore della vita. Oggi si ritiene di piu' opportuno sottolineare la misericordia, ma qui c'e' stato uno sfruttamento che ha inquinato tutto. E non si poteva rispondere diversamente alla richiesta dei funerali religiosi'.
IMBARAZZO DEL SACERDOTE DI DON BOSCO 'Il parroco? Non so, e' difficile trovarlo adesso. I funerali di Welby? Ora pensiamo a celebrare qui la liturgia del Natale'. Poche sbrigative parole di risposta al cronista da parte di un sacerdote della chiesa di San Giovanni Bosco durante la messa del mattino, quella dei fanciulli. La messa delle 9.30 e' frequentata anche da bambini e sull'altare due ragazzi con la chitarra intonano canti sacri durante la funzione religiosa. A pochi metri dalla chiesa c'e' il palco su cui verra' adagiata la bara di Piergiorgio Welby. L'omelia del sacerdote, dopo le letture sacre e un passo del Vangelo secondo Luca (il colloquio tra Maria ed Elisabetta), non fa alcun cenno alla vicenda Welby. In piazza, tra i militanti dell'associazione Luca Coscioni, quelli del partito radicale, e la folla venuta per dare l'ultimo saluto a Welby, c'e' anche un sacerdote, don Giuseppe. 'Sono qui per vedere quello che succede e per pregare per Welby - dice - non discuto la scelta della chiesa, ma prego per la sua anima'.
CHIESA VS. CHIESA
"Lasciamo a Dio e a lui solo il compito di giudicare la scelta di un uomo sofferente": lo dice Don Vitaliano della Sala, che annuncia ai microfoni di Radio Radicale che ricorderà Welby nella Messa di Natale. "Come prete farò quello che ogni prete fa di fronte ad una persona che viene a mancare", spiega Don Vitaliano. "Pregherò per lui e perché questa vicenda serva ad aprire una discussione serena, senza ipocrisia, sul problema dell'eutanasia che Welby ha sollevato. Cerco di mettermi nei panni di chi si è portato addosso questa croce, come Piergiorgio. La sua richiesta era legittima. Sta a noi discutere serenamente, senza preconcetti, senza pregiudizi, e fare la cosa migliore". Il rifiuto delle esequie religiose da parte del Vicariato di Roma, spiegata con il fatto che "era nota la richiesta di Welby", ha aggiunto Don Vitaliano della Sala, è "lo scandalo, come si diceva una volta. Per assurdo, se questa vicenda fosse passata sotto silenzio, senza i mezzi di informazione, magari lui avrebbe avuto un funerale religioso. La pubblicità del caso ha invece spinto il Vicariato a prendere una decisione del genere. A me è sembrata una scelta molto ipocrita". "Fossi stato il parroco di Welby - ha concluso Don Vitaliano - avrei disobbedito. Sarà Dio a giudicare, noi per fortuna non siamo giudici".
Vergogna, rabbia, amarezza. Sono i sentimenti espressi da don Alessandro Santoro, prete della comunita' di base delle Piagge, quartiere popolare alla periferia di Firenze, per il documento del vicariato di Roma che ha impedito il rito religioso in Chiesa per Piergiorgio Welby. Don Santoro, sacerdote cosiddetto di 'frontiera', stamani ha letto durante la messa e 'condiviso' con la sua comunita', facendolo sottoscrivere, un documento che sara' inviato al vescovo di Firenze, cardinale Ennio Antonelli, nel quale si critica la posizione della Chiesa nei confronti del funerale di Welby e nel quale si rileva anche che 'nessuno delle alte sfere vaticane' ha avuto 'niente da obiettare sul funerale religioso' per Pinochet, 'uno dei peggiori uomini di sangue e di potere di questo tempo'. 'Ci sono momenti nella vita - scrive don Santoro - in cui mi vergogno della miopia e della presunzione della mia Chiesa'. Dopo la lettura del documento del vicariato di Roma, spiega, 'ancora una volta mi si e' stretto il cuore e non ho saputo trattenere la rabbia e l'amarezza per l'ennesima assurdita''. Per don Santoro Welby e' un uomo che 'dopo anni di sofferenza non voluta e non cercata' ha deciso di ''riposarsi' nel per sempre'. Ai preti del vicariato di Roma, 'in nome di Dio, della vita e del perdono chiedo e imploro di disobbedire' a un documento 'senz'anima e di poter permettere a Welby di entrare nella casa del Padre, e di ricevere da Lui una carezza e una benedizione'. Stanotte, conclude don Santoro, la comunita' delle Piagge festeggera' il Natale e 'sicuramente la vita di Welby sara' con noi e in quel presepe che rappresenta quel piccolo bambino che nasce metteremo anche lui e la sua famiglia. Se questo e' per la nostra Chiesa sbagliato e sacrilego, pregheremo perche' chi sta a capo del vicariato di Roma si possa finalmente convertire, come noi tentiamo di fare tutti i giorni'.(
"Quando ho sentito la notizia sono rimasto allibito. Non voglio nemmeno entrare sulla questione eutanasia, ma sul no di una preghiera della Chiesa a una persona che muore sono rimasto interdetto: facciamo il funerale a Pinochet, lo abbiamo fatto a Franco, a camorristi e mafiosi, e poi si rifiuta il funerale ad un uomo con il pretesto che lui ha chiesto di morire?". Don Gianfranco Formenton, parroco della chiesa di Sant'Angelo in Mercole, in provincia di Spoleto, commenta cosi' ai microfoni di Radio Radicale la notizia del no al Vicariato ai funerali per Piergiorgio Welby. "Quando mi e' capitato, di fronte a suicidi, non mi sono nemmeno posto il problema che ci fosse qualche articolo del catechismo. Io il funerale l'avrei fatto. E alla predica avrei detto 'non sappiamo niente, chiediamo a Dio la misericordia per quest'anima come per tutte le altre anime'. Per me, per come sono stato educato come prete e come uomo, e' una cosa incomprensibile". "Io - ha concluso Formenton - ieri sera ho fatto una messa in suffragio di Welby, perche' sono convinto che la misericordia di Dio e' sicuramente piu' grande di quella del vicariato di Roma".
"La strumentalizzazione che c'e' stata su Welby io non l' accetto. Quindi non sono d'accordo con il funerale pubblico, proprio per questo motivo, ma nella messa che ho celebrato questa mattina ho invitato i fedeli a pregare per lui". E' il parere di padre Pietro Sigurani, parroco di Nativita' di Nostro Signore Gesu' Cristo, nel quartiere San Giovanni a Roma, e responsabile per l'Ufficio per la pastorale delle Migrazioni del Vicariato di Roma. "Il primo sentimento che provo e' quello di una grande sofferenza perch, si tratta di una vicenda umana dolorosissima, poi non mi piace come e' stata portata avanti questa vicenda: sa di spettacolo" spiega Don Pietro che sottolinea di non sapere nemmeno se si possa parlare di accanimento terapeutico o di interruzione terapeutica ma e' fermamente convinto che non si trattino cosi' i malati. "Vanno aiutati a vivere la propria sofferenza, da un punto di vista scientifico e uno spirituale", aggiunge. Secondo don Pietro e' stata proprio "la strumentalizzazione a spingere il Vicariato a rifiutare il funerale pubblico. Sono sicuro - ha aggiunto il sacerdote - altrimenti il Vicariato non lo avrebbe negato, perch, il suffragio non si nega a nessuno".
'La mancata concessione delle esequie religiose a Welby da parte del Vicariato di Roma, con la giustificazione di un'attinenza alle regole, e' un gesto ipocrita'. Lo ha affermato don Antonio Mazzi, presidente della fondazione Exodus, durante una messa per i senzatetto officiata alla stazione Centrale di Milano. 'La Chiesa, giustamente, concede i sacramenti anche ai suicidi - ha aggiunto Don Mazzi -. Nel caso di Welby, pero', non ha rispettato il suo dolore e la sua sofferenza, ne' quella della sua famiglia. Non voglio fare il solito prete scomodo, ma credo che quando una persona ha vissuto con dignita' una vita nel dolore, come e' capitato a Welby, a questa debba andare tutta la misericordia del Signore, non c'e' regola che tenga'.
"Sono andata per solidarietà, umana e cristiana, con una famiglia in lutto, tanto più che aveva chiesto di poter avere un funerale cristiano e non gli è stato accordato per motivi ideologici": Maria Bonafede, leader dei valdesi (cristiani di confessione protestante), spiega così la sua presenza ai funerali di Piergiorgio Welby che, dopo il rifiuto del Vicariato ad una celebrazione cattolica, si sono svolti oggi a Roma di fronte alla parrocchia Don Bosco frequentata dalla famiglia Welby. La pastora bolla poi le parole sulla vita e la morte pronunciate sempre oggi dal Papa come una risposta "pesante" ai funerali di Welby. "Ho anche sentito dire che se la vicenda di Welby non avesse fatto tanto rumore non ci sarebbe stato nessun problema ad un funerale in chiesa: tanto più mi sembra una mancanza di compassione grave", prosegue la 'moderatrice' della Tavola valdese interpellata nel pomeriggio. "Questa mattina al funerale ho incontrato anche suore e sacerdoti", precisa. Quanto a stabilire se quella di Welby sia stata eutanasia o sospensione dell'accanimento terapeutico, la pastora preferisce limitarsi a prendere atto che egli "sosteneva di essere in vita perché nessuno prendeva la decisione di staccare la spina. Andava avanti senza speranza di guarire o di migliorare". Porre termine alla vita può essere cristianamente giustificato? "Sì", risponde Bonafede, "di fronte a Dio la vita è biografia e non solo biologia". "In seno al protestantesimo c'è discussione, e anch'io ho tante perplessità, non so come mi comporterei", puntualizza, sottolineando che non bisogna "cavalcare il tema". "Credo che, in punta di piedi, si debba aprire una discussione, anche se temo non si farà", prosegue Bonafede. E le parole pronunciate oggi dal Papa sul valore della vita "dal suo primo istante al suo naturale tramonto"? "Non ha fatto cenno espressamente al caso Welby, ma ribadire oggi la questione, con la menzione della morte naturale, mi è parsa una risposta veramente pesante". "Vorrei capire - aggiunge Bonafede - qual è la morte naturale. Quella di Welby non lo era, perché naturalmente lui sarebbe morto da molti anni". La concezione di Benedetto XVI, inoltre, sembra alla pastora valdese "teologicamente poco fondata: la natura può essere molto cattiva, casuale, cieca".
COMMENTI
'Oggi e' gia' Natale, e grazie alla morte opportuna, conquistata e serena di Welby e' nata una speranza'. Cosi' il leader storico dei Radicali Marco Pannella, a margine dei funerali laici di Piergiorgio Welby, ha commentato la celebrazione e la grande partecipazione popolare. Pannella ha sottolineato che 'deve finire la tragedia di staccare la spina clendestinamente' ed ha affermato che si aspettava la grande partecipazione popolare del rito laico svoltosi questa mattina in piazza San Giovanni Bosco, a Roma. 'E' stata una celebrazione popolare, veramente quasi autoconvocata, se tanti lo avessero saputo prima sarebbero stati qui come per tutte le grandi battaglie civili -ha sottolineato Pannella- contro lo sfascio delle famiglie, contro l'aborto clandestino. Su tutto cio' la gente ha le idee chiare: e' questa politica che e' oligarchica e non democratica ed accumula ritardi che significano per molti sofferenze enormi'. Durante la celebrazione dei funerali laici Pannella prendendo la parola ha inoltre affermato la necessita' che 'emergano risposte a queste tragedie umane, a queste violenze, a questa tortura'.
"Questa è la piazza di chi ama la vita". Il ministro per il Commercio estero Emma Bonino si è rivolta così, questa mattina, alla folla radunata in piazza per i funerali di Piergiorgio Welby. "Voi siete come Piergiorgio, come Luca (Coscioni, ndr), volete una religiosità alta, meno bigotta: una religiosità profonda". Ha aggiunto la Bonino: "Il corpo di una persona appartiene a Dio, per chi ci crede, ma di sicuro non appartiene allo Stato e al governo". La Bonino, quindi, ha polemizzato con i "riti bizantini della politica, così lontani dalle esigenze reali di vita e di morte". E ha concluso: "So che sono state chieste le mie dimissioni: non mi pare questo il problema, non possiamo banalizzare quello che un grande leader politico, Piergiorgio Welby, ci ha insegnato".
'Dopo l'appello di Rai uno e Tg1 nella giornata di ieri alla mobilitazione anticattolica di Bonino e Pannella,oggi nella piazza di mille persone pro-eutanasia, c'erano piu' telecamere del servizio pubblico che fedeli in preghiera'. E' la protesta espressa da Luca Volonte', capogruppo dell'Udc alla Camera. 'Il rito laicista, sul modello del 'terrore rivoluzionario francese'- aggiunge - ha avuto piu' spazio e tempo al Tg1 delle parole del Papa. Lo squilibrio e' palese e intollerabile. Gentiloni prenda atto che non siamo piu' di fronte ad un servizio pubblico ma ad una pubblica strumentalizzazione e propaganda laicista e radicale, pagata coi soldi dei cittadini italiani. Una indecenza anticattolica, oltre ogni limite di cui Riotta e' protagonista responsabile'.
Dichiarazione di Donatella Poretti, deputata della Rosa nel Pugno:
Puo' la Chiesa romana negare un funerale? Certo, facendo fede alla propria gerarchia e alla conduzione del proprio potere, puo' decidere cio' che preferisce, puo' imporre modelli e stili di vita, benedirli o maledirli, puo' sostenere che un comportamento o un pensiero sia peccato, puo' negare sacramenti e puo' cacciare fedeli impenitenti. Questa chiesa e' libera di negare il funerale cattolico a Piergiorgio Welby e libera di concedere una tomba nella chiesa di Santa Apollinare al capo della banda della Magliana, Enrico De Pedis: ognuno si gestisce la propria liberta' come crede. Lo Stato, proprio perche' non confessionale, ha il compito di garantire questa liberta'.
Cio' che non e accettabile e' che la Chiesa pretenda che un peccato diventi reato e che un comportamento o una opinione vadano vietati perche' peccato.
Questo e' il segnale che credo, oggi, noi che abbiamo partecipato al funerale di Welby, abbiamo voluto dare alla chiesa romana e al palazzo della politica. I cittadini, non-credenti e credenti, non hanno bisogno di questi segnali, perche' e' un approccio alla vita pubblica e alla religiosita' che fa gia' parte della cultura di ogni individuo.
La lontananza dalla chiesa va di pari passo con quella dal palazzo? Sembra di si'!
La chiesa romana nega i funerali secondo il proprio rito. Altrettanto rispetto del rito abbiamo nel palazzo della politica quando, alla richiesta di Welby di una indagine conoscitiva sul fenomeno dell'eutanasia clandestina in Italia, le commissioni Affari Sociali e Giustizia hanno risposto: "no, grazie, non ci interessa!". Non solo, ma ha dato anche l'affondo ipocrita: al posto dell'indagine ci sara' un ciclo di audizioni informali (cioe' a porte chiuse e senza atti parlamentari) sulla tutela della dignita' della persona morente.
'In queste ore troppe persone vogliono insegnare alla Chiesa come comportarsi in merito alle esequie di Welby. Bisognerebbe invece ricordare che i pastori, i vescovi e i cardinali prendono le loro decisioni facendo riferimento al Catechismo'. Lo afferma il capogruppo dell'Udeur alla Camera Mauro Fabris. 'Non bisogna strumentalizzare a livello politico la vicenda di Welby - dice - e invece ci sembra che ci sia stato chi ha utilizzato la sofferenza di quest'uomo anche per forzare la mano sull'eutanasia e sul dibattito sul testamento biologico'.
'La sinistra radicale e anti cattolica si e' scatenata strumentalizzando la morte di Welby, cosi' come ne aveva strumentalizzato le ultime ore di vita. I funerali sarebbero stati una ipocrisia. Perche' Welby, nella sua piena e totale liberta', ha sempre negato valori e principi che sono a fondamento della dottrina della Chiesa. Il no al funerale, dunque, e' una forma di rispetto della volonta' del defunto'. Lo afferma Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc. 'Noi siamo profondamente vicini al dolore della famiglia - prosegue - e preghiamo per l'anima di Welby. Al tempo stesso, non possiamo accettare lezioni di morale da chi e' animato esclusivamente dalla volonta' di colpire la Chiesa e di speculare volgarmente su un episodio che coinvolge la coscienza di tutti. Invece delle polemiche e' il momento della riflessione'.
'E' stato un errore non far prevalere la pieta' cristiana e non consentire i funerali religiosi come i familiari di Piergiorgio Welby avevano chiesto'. Lo dichiara il Presidente Nazionale dei Verdi e Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. A suo avviso 'oggi serve sempre di piu' una normativa che si occupi dell'accanimento terapeutico e che garantisca la liberta' di cura ai cittadini. Questa e' una priorita' a cui il nostro Parlamento non puo' sottrarsi'.
Un grande uomo di cultura, dall'intelligenza raffinata, pittore, fotografo. Cosi' Francesco Lioce, cugino di Piergiorgio Welby, lo ha ricordato oggi durante i funerali laici svoltisi in piazza San Giovanni Bosco, a Roma, mettendo in evidenza le qualita' umane di Welby e non solo le sue lotte politiche. A margine dei funerali laici, Lioce ha anche commentato il rifiuto della Chiesa di celebrare il rito religioso. 'E' andata bene -ha spiegato Lioce- E' meglio che sia finita cosi'. Cio' rispecchia la volonta' di Piergiorgio, che non era cristiano. Il rito religioso era piu' per rispetto, da parte di Piergiorgio, della volonta' di sua madre'. Tuttavia, riguardo al rifiuto della Chiesa, Lioce ha precisato: 'Si sono dati la zappa sui piedi: e' stato un errore politico e diplomatico'. Riguardo alla scelta di aiutare Welby a morire, Lioce ha spiegato: 'Abbiamo assecondato la sua volonta' fino alla fine, anche se avremmo voluto averlo sempre con noi'.
'Quella del Vaticano e' una posizione che appare incomprensibile, priva di umana pieta' '. Cosi' il senatore Gavino Angius, in piazza San Giovanni Bosco a Roma dove si stanno celebrando i funerali laici di Piergiorgio Welby. La bara e' arrivata in piazza accompagnata dalla moglie di Welby, Mina, dal leader radicale Marco Pannella e dal segretario dell'associazione Luca Coscioni, Marco Cappato. 'E' una posizione - ha detto Angius commentando il diniego del Vicariato di consentire i funerali religiosi - che lascia allibiti. Siamo a Natale. Non penso che Gesu' avrebbe apprezzato o apprezzerebbe un gesto come quello del Vaticano'. Molto polemico anche il presidente onorario dei Radicali Sergio Stanzani: 'Il fatto di negare i funerali in chiesa - ha detto - e' la dimostrazione che Dio in terra non c'e'. Il loro Dio non c'e' su questa terra. Si tratta della stessa chiesa che ha accolto in una delle sue principali basiliche la salma di uno dei piu' temibili mafiosi di Roma, Enrico De Pedis esponente della banda della Magliana sepolto a Sant' Apollinare. Questa e' una cosa che mi ha fatto veramente male e che non mi aspettavo'. In piazza oltre ai leader Radicali e al senatore Angius altri esponenti politici come il deputato dei Verdi Paolo Cento.(
'Sono stata alla messa dei fanciulli, questa mattina alle 9:30. E ho detto al sacerdote: ma che state facendo?, come vi state comportando? Oggi ho rifiutato l'eucarestia: quello che hanno fatto a Welby e' incredibile'. Cosi' una signora anziana, parrocchiana della chiesa San Giovanni Bosco, uscendo dalla messa si unisce al coro di indignazione che ha caratterizzato l'arrivo in piazza della bara. 'Vergognatevi, vergognatevi', cosi' un'altra donna commenta, mentre applaude l'arrivo della salma di Welby, la decisione della curia romana di non consentire i funerali religiosi. La grande chiesa di San Giovanni Bosco e' a poche decine di metri dal palco su cui sono stati montati gli altoparlanti che diffondono Le Quattro Stagioni di Vivaldi, una delle musiche preferite da Welby. Molte persone dopo aver assistito alla messa delle 9:30 si stanno riversando in piazza per partecipare al funerale laico.
'E' costume del laicismo italiano dire alla Chiesa Cattolica quello che deve fare per essere cristiana. Forse cio' nasce dal riconoscimento del ruolo pubblico della Chiesa, forse invece e' solamente un modo di combatterla. E la lezione del laicismo italiano e' molto semplice: essi vogliono che la Chiesa sia carita' senza verita'. Il maestro di questo pensiero e' certamente Eugenio Scalfari, che invita i cattolici ad amare il diverso in quanto diverso. E cio' vuol dire una sola cosa: accettare la verita' del diverso come propria verita''. E' quanto scrive sul 'Giornale' di oggi Gianni Baget Bozzo in un articolo intitolato 'Ma la carita' non si sacrifica alla verita'', nel quale difende la posizione della Chiesa che negato il fuemrali religiosi a Piergiorgio Welby. 'La Chiesa non da' i sacramenti senza condizione e quindi in riferimento alla verita' di chi riceve il sacramento, della sua conversione -scrive Baget Bozzo- La Chiesa non giudica la coscienza di nessuno, sa che infine Dio conosce i suoi anche quando essa non li conosce. Il suffragio cristiano va all'anima di Piergiorgio Welby perche' e' battezzato ed ha diritto all'intercessione ecclesiale. Il primo sentimento che il vescovo Fisichella ha espresso alla notizia della morte di Welby mediante l'interruzione dello strumento che lo manteneva vivo e' stato di rispetto e di preghiera. Ma Welby ha legato la sua morte all'affermazione del principio del diritto a disporre della propria morte: e questo e' un principio che la Chiesa non ritiene vero'. 'Il funerale pubblico significava un riconoscimento di un atto politico voluto esattamente per combattere la posizione della Chiesa -conclude- E siccome la Chiesa e' legata dalla verita' che professa non puo' concedere questo fatto. E' il medesimo principio per cui i primi cristiani rifiutavano di dare onore divino agli imperatori romani. La Chiesa non ritiene di dover bruciare nemmeno un anello di incenso di fronte al dio del nostro giorno: l'opinione pubblica. Il laicismo e' dominante in Italia ed in Europa e vuole che la Chiesa diventi irrilevante applicando come assoluto il principio di compassione'.
'Preghero' per Piergiorgio Welby, che, con la sua sofferenza, ha voluto ricordarci, alla vigilia di questo Natale, la nostra sorte terrena. La miseria e la nobilta' che si mescolano nella vita di ognuno di noi, come in quella sfortunata di Welby, hanno bisogno oggi piu' che mai dell'amore, della misericordia e del perdono di nostro Signore Gesu' e della nostra Madre Chiesa'. E' quanto afferma Sandro Bondi, Coordinatore nazionale di Forza Italia, in una dichiarazione.
'Di fronte alla morte per i cristiani c'e' solo la preghiera e la speranza di eternita'. Oggi la mia preghiera e l'ultimo saluto vanno a Piergiorgio Welby. Di fronte al suo dramma confermo il 'no' all'eutanasia, ma lasciamo la sua storia davanti a Gesu' come una poesia di questo strano Natale, con uomini che per amore vogliono decidere della vita e politici che usano il presepe per mettere in discussione la Chiesa di Pietro. Sarei tentato di considerarle bestemmie se non mi avessero insegnato che la bestemmia spesso e' una domanda a Dio con voce piu' alta'. E' il commento del segretario della Democrazia Cristiana, Gianfranco Rotondi.
"Spiace molto che il povero Welby, la cui famiglia e la madre in particolar modo, è cattolica, non abbia potuto ricevere le esequie religiose". Lo afferma il capogruppo alla Camera dei Verdi, Angelo Bonelli, presente in piazza don Giovanni Bosco a Roma alle esequie di Piergiorgio Welby. "Possiamo dire - aggiunge - che gran parte del mondo cattolico non comprende questa decisione che mette in evidenza quanta incomunicabilità possa esserci nell'affrontare temi così delicati". "La sua battaglia ha dato e darà - prosegue Bonelli - quell'impulso determinante affinchè la politica affronti al più presto la legge sul testamento biologico. Il Parlamento deve affrontare questo tema perchè ancora oggi la 'tortura' viene inflitta a molte persone, ed alle loro famiglie, che soffrono di malattie incurabili che non hanno alcuna possibilità di guarigione".
"Siamo dinnanzi alla triste manifestazione di un penoso bizantinismo burocratico,di cui la Chiesa cattolica si pentirà prima di quanto non creda il cardinale Ruini". Lo ha detto Umberto Ranieri, presente questa mattina ai funerali laici di Piergiorgio Welby, ai microfoni di Radio Radicale. Il Presidente della Commissione esteri della Camera ha aggiunto: "la Chiesa misericordiosa e comprensiva verso le sofferenze e le debolezze degli uomini non è quella che ha rifiutato i funerali a Welby nella parrocchia Don Bosco di Roma".
"Io non sono favorevole all'eutanasia, però è diritto di ognuno rinunciare alle terapie". Lo ha detto Ignazio Marino, presidente della commissione Sanità del Senato, intervenendo questa mattina ai funerali di Piergiorgio Welby. Rinunciare ad un trattamento medico, ha spiegato Marino, "non significa uccidere, ma accettare che non c'è più nulla da fare. Significa accettare una morte dignitosa. Ognuno di noi ha diritto a rinunciare a delle terapie quando non ce la fa più".
'Esprimo indignazione e sgomento per i violenti attacchi che molti esponenti dei Ds come Angius e Ranieri hanno rivolto alla Chiesa cattolica per la sua decisione di non concedere i funerali religiosi a Piergiorgio Welby'. E' la posizione espressa da Francesco Giro (Fi), responsabile nazionale per il mondo cattolico. 'Sono attacchi inaccettabili - afferma - di chi pretende di arruolare politicamente la Chiesa, di chi vuole una Chiesa addomesticata al potere, sottomessa al credo politico, una chiesa del silenzio, obbediente e al servizio di chi detiene il comando nei palazzi della politica. Questi signori dovrebbero sapere che la Chiesa e' per l'eternita' ed e' nata per l'uomo e non per soddisfare i loro fugaci e terreni interessi di potere. E' la Chiesa dei martiri, e' la chiesa di chi ha versato il proprio sangue per difendere il supremo valore mai negoziabile della vita. Gli attacchi sprezzanti di Angius sono la cosa piu' orribile e piu' stonata che avremmo voluto ascoltare la vigilia di Natale e ci hanno ancora una volta convinto che noi siamo diversi da loro, ex comunisti, seguaci di un pensiero totalitario che ha perseguitato la Chiesa e che ha perseguitato e ucciso chi la difendeva. A quelle persone che hanno gridato oggi 'vergogna' durante le esequie laiche di Welby rispondo che non conosco la Chiesa, non la conoscono affatto e per questo la odiano soltanto'. Giro conclude augurandosi 'che i cattolici che militano a sinistra battano un colpo ed escano dal loro silenzio assordante e dalla loro soggezione alla sinistra radicale e radicaloide'.
'Occorre un profondo rispetto per la morte di Welby ma nessuno puo' strumentalizzarla per fini politici e nessuno avrebbe il diritto di togliere la vita a un'altra persona'. A dichiararlo e' l'on. Renzo Lusetti della Margherita 'Norme legislative su temi eticamente sensibili come il testamento biologico - aggiunge il parlamentare - non devono essere varate sulla base di un dato emotivo. Mi auguro che il Parlamento possa affrontare questi argomenti sulla base di un serio e approfondito dibattito'.
'L'atteggiamento della gerarchia vaticana contro Welby non puo' che essere definito come crudele. Persino di fronte a una bara, sull'altare dell'etica dei principi e della burocrazia dottrinale si calpestano i sentimenti di umanita' e di buon senso. La rigidita' della gerarchia ecclesiastica mostrata contro Welby e' la medesima sfoderata contro i Pacs e i diritti delle coppie omosessuali'. Lo afferma il deputato dell'Ulivo Franco Grillini, presidente onorario Arcigay. 'Per questo - prosegue Grillini - ho ritenuto di essere presente ai funerali laici di Welby, per testimoniare la mia vicinanza a una battaglia per il diritto di ogni essere umano di esercitare la signoria sulla propria vita, sul proprio corpo, e sulle proprie relazioni affettive e sessuali, dalla nascita alla morte. La pretesa vaticana di vietare qualunque intervento volto a lasciare alle persone la possibilita' di decidere delle proprie relazioni e della propria esistenza e' del tutto inaccettabile. Quelle porte chiuse della Chiesa di Roma al corpo senza vita di Welby sono le stesse porte chiuse della Chiesa cattolica alla modernita'. La decisione di impedire la cerimonia religiosa per Welby si rivelera' come il piu' grosso passo falso della gerarchia vaticana degli ultimi decenni'. 'La mia speranza - dice ancora Grillini - e' che quest' episodio cosi' cattivo, brutale e crudele restituisca forza e coraggio alla Chiesa di base, ai cattolici democratici e ai credenti del dissenso che dissero 'no' negli anni Settanta alla gerarchia vaticana e che potrebbero-dovrebbero rappresentare un'alternativa vera all'attuale sordita' del vertice romano cattolico'.
'E' incomprensibile e intollerabile la ulteriore polemica contro la Chiesa sulla drammatica vicenda di Welby'. Lo afferma Maurizio Gasparri dell'Esecutivo di An. ' Non contenti di essersi gettati con un cinismo che ha forse violato perfino il Codice penale su questa vicenda alcuni settori politici contestano le piu' che legittime valutazioni della Chiesa. Di fronte al mistero della vita - prosegue Gasparri - l'aggressione laicista va assumendo toni inaccettabili. E prenda atto anche il presidente della Repubblica che non servono leggi per aprire la strada all' eutanasia. Le norme che regolano la professione medica pongono gia' limiti molto chiari all' accanimento terapeutico. Basta con le speculazioni e con l'offesa a sentimenti e valori che appartengono a tutta la nostra comunita' nazionale'.
'Mi piacerebbe che il codice di diritto canonico avesse meno potere e che la Chiesa, attraverso i suoi rappresentanti, sia piu' misericordiosa come una madre che accoglie e non come una madre che punisce'. Lo dice sul funerale religioso negato a Piergiorgio Welby Elio Cirimbelli, autore del libro 'Divorziati e risposati in cerca di Dio'. 'Sono rimasto profondamente turbato - dice Cirimbelli, che e' anche direttore del Centro divorziati di Bolzano Asdi e si batte da sempre perche' non siano negati i sacramenti ai cattolici divorziati - di 'come' il Signor Piergiorgio Welby sia morto. Sono anche fortemente critico verso chi ha strumentalizzato politicamente l'atto estremo, come se si trattasse di una vittoria'. 'Sono sinceramente dispiaciuto - dice Cirimbelli - nell'aver appreso che la Chiesa ha rifiutato di celebrare le esequie di un proprio figlio. In quanto creature di Dio, non perdiamo mai la dignita' umana a prescindere dai nostri comportamenti e dalle nostre scelte, anche se estreme'.
'Essere presente ai funerali di Piergiorgio Welby e' stato, per me, una scelta naturale e, insieme, doverosa moralmente: come altamente morale e' l' insegnamento che si puo' trarre da questa drammatica vicenda'. Lo afferma Luigi Manconi, sottosegretario alla Giustizia. 'Mi sono trovato a partecipare, cosi', a una cerimonia funebre che e' stata allo stesso tempo, un racconto di vita e di speranza, un atto di fiducia nella comunita' umana, nei rapporti sociali, nei legami interpersonali (quelli familiari, ma anche quelli politici) e un significativo incontro religioso. Non parlo di religiosita' laica o civile. Religioso, senza altri aggettivi: com'e' sempre quando ci si interroga e si medita sul mistero della morte. Spiace davvero che la Chiesa cattolica non l'abbia voluto intendere, e sia stata cosi' 'mondana' (cosi' 'del mondo', in senso giovanneo): e cosi' 'politica' da chiudere le proprie porte. Ora - conclude Manconi - spetta al parlamento e alle istituzioni far si' che la grande lezione morale di Piergiorgio Welby non venga dispersa'.
Piergiorgio Welby 'e' stato usato dai radicali come una bandiera a favore della legalizzazione dell' eutanasia'. Quindi 'se la Chiesa cattolica avesse concesso i funerali religiosi, avrebbe avallato questa operazione politico-ideologica, e il suo messaggio a difesa della vita fino al suo termine naturale, ribadito oggi dal Papa, sarebbe risultato contraddittorio e non credibile'. E' quanto ha dichiarato il deputato Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An. 'Riaffermare la verita' - ha detto -, la verita' rivelataci da Gesu' Cristo,costituisce la prima forma di carita' cristiana, di amore, di solidarieta' e di pieta' umana: per questo la decisione del Vicariato di Roma di negare i funerali religiosi a Piergiorgio Welby e' stata sacrosanta e doverosa'. 'La Chiesa sa benissimo come fare la Chiesa - ha osservato l'esponente di An commentando le reazioni politiche negative -, cioe' come custodire e annunciare fedelmente la parola di Dio: non ha certo bisogno che qualche laicista e qualche anticlericale glielo insegni, con sommo sprezzo del ridicolo'. 'Da una parte - ha aggiunto - si calpesta e si nega la dottrina della Chiesa cattolica contro l'eutanasia, che e' l' appropriazione indebita della vita e della morte, dall'altra si pretende che la Chiesa cattolica conceda i funerali religiosi: e' una contraddizione insanabile e inaccettabile'.
'Questa chiesa, da cattolico, non mi convince, mi preoccupa e mi permetto di dire, mi irrita': cosi' Antonio Guidi, ex ministro della famiglia nel primo governo Berlusconi.
'Questa chiesa cattolica che ha aperto le sue porte per i funerali a tiranni, faccendieri, corrotti', prosegue Guidi in una nota, 'nega la sua accoglienza a chi ha tanto sofferto esponendo con dignita' la sua voglia non di non vivere ma di convivere le sue difficolta' con persone che hanno i suoi stessi problemi estremi. Mi sembra una chiesa astratta, afasica, che parla in teoria di comprensione e di perdono ma non lo attua.
Dove e' la chiesa cattolica che perdona Ali' Agca, che chiede perdono agli ebrei e a chi non e' cattolico. Questa volta la chiesa non aveva nulla da perdonare ma da comprendere e da farsi comprendere attraverso Piergiorgio Welby. Non lo ha fatto - conclude Guidi - proprio nei giorni di Natale. Da politico posso accettare le differenze, da cattolico sono sgomento'.