Stamina Foundation contro il ministro della Salute sulla sperimentazione: rischio soldi sprecati
Niente Cro (societa' internazionale che controlla il rispetto delle regole e la buona pratica clinica della sperimentazione), niente esperti segnalati da Stamina nel comitato scientifico, neanche una delle patologie suggerite dalla stessa Stamina inserite nella sperimentazione. Per questo, attacca il presidente di Stamina Foundation Davide Vannoni, la sperimentazione promossa dal ministero della Salute sul discusso metodo terapeutico a base di staminali rischia di "essere completamente inutile", e i 3 milioni di euro stanziati "sostanzialmente soldi sprecati". Cosi' lo stesso Vannoni, sulla sua pagina Facebook, torna a scagliarsi contro la sperimentazione, che, scrive, "coprira' di fatto una sola patologia (probabilmente la SLA bulbare) e varra' come fase I e II della sperimentazione farmaceutica, fattore che rendera' di fatto impossibile, una volta conclusa, anche a fronte di risultati terapeutici positivi, un'applicazione su vasta scala in tale patologia".
"Sara' necessario, infatti produrre una fase III di sperimentazione che, non essendo finanziata dallo Stato, richiedera' l'ingresso di una societa' farmaceutica per il completamento della stessa (soluzione proposta dal comitato scientifico), snaturando la volonta' di gratuita' della terapia che Stamina si propone. I tre milioni investiti sembrano, quindi, sostanzialmente soldi sprecati per le seguenti ragioni: la metodica Stamina e' stata di fatto cambiata per adeguarla ad una standardizzazione forzata, portando all'esclusione dei punti di maggiore efficacia e innovazione della stessa. La sperimentazione si limita ad una sola patologia rara a fronte delle 23.000 richieste di cura appartenenti a diverse decine di patologie e su cui la metodica Stamina sta dimostrando la sua efficacia nell'ambito delle cure compassionevoli, senza produrre alcun effetto collaterale sui pazienti. Prevedendo di fatto solo la fase I e II non portera' alcun vantaggio ai pazienti in quanto, non avendo Stamina intenzione di cederla ad una casa farmaceutica, non si potra' mettere in atto alcuna fase III di sperimentazione per renderla una terapia accettata nelle strutture pubbliche. La poca trasparenza della ricerca e l'inserimento nel comitato scientifico, che dovra' non solo disegnare la sperimentazione stessa, ma anche valutare i risultati e stendere i report di ricerca, di soggetti che hanno gia' manifestato una posizione preconcetta e pregiudizievole verso Stamina e la metodica in oggetto, rendera' di fatto poco credibile la valutazione". Invece, sottolinea Vannoni, "se la valutazione fosse stata eseguita sui pazienti che sono rientrati nelle cure compassionevoli (ci sono circa 60 pazienti affetti da Sla Bulbare), tutti questi inconvenienti si sarebbero potuti evitare ed il costo della sperimentazione sarebbe stato al massimo di 300.000 Euro, producendo un risparmio per lo Stato di 2.700.000 Euro".
"Sara' necessario, infatti produrre una fase III di sperimentazione che, non essendo finanziata dallo Stato, richiedera' l'ingresso di una societa' farmaceutica per il completamento della stessa (soluzione proposta dal comitato scientifico), snaturando la volonta' di gratuita' della terapia che Stamina si propone. I tre milioni investiti sembrano, quindi, sostanzialmente soldi sprecati per le seguenti ragioni: la metodica Stamina e' stata di fatto cambiata per adeguarla ad una standardizzazione forzata, portando all'esclusione dei punti di maggiore efficacia e innovazione della stessa. La sperimentazione si limita ad una sola patologia rara a fronte delle 23.000 richieste di cura appartenenti a diverse decine di patologie e su cui la metodica Stamina sta dimostrando la sua efficacia nell'ambito delle cure compassionevoli, senza produrre alcun effetto collaterale sui pazienti. Prevedendo di fatto solo la fase I e II non portera' alcun vantaggio ai pazienti in quanto, non avendo Stamina intenzione di cederla ad una casa farmaceutica, non si potra' mettere in atto alcuna fase III di sperimentazione per renderla una terapia accettata nelle strutture pubbliche. La poca trasparenza della ricerca e l'inserimento nel comitato scientifico, che dovra' non solo disegnare la sperimentazione stessa, ma anche valutare i risultati e stendere i report di ricerca, di soggetti che hanno gia' manifestato una posizione preconcetta e pregiudizievole verso Stamina e la metodica in oggetto, rendera' di fatto poco credibile la valutazione". Invece, sottolinea Vannoni, "se la valutazione fosse stata eseguita sui pazienti che sono rientrati nelle cure compassionevoli (ci sono circa 60 pazienti affetti da Sla Bulbare), tutti questi inconvenienti si sarebbero potuti evitare ed il costo della sperimentazione sarebbe stato al massimo di 300.000 Euro, producendo un risparmio per lo Stato di 2.700.000 Euro".
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