Sabato 6 giugno 2026
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Stamina Foundation e Spedali Civili di Brescia. Ricorso al Tar contro blocco cure

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Gli Spedali Civili di Brescia ribadiscono la "correttezza del proprio operato" riguardo alle terapie con cellule staminali preparate dalla Stamina Foundation Onlus, oggetto di un'inchiesta della Procura di Torino. La vicenda e' tornata all'attenzione delle cronache dopo il ricorso dei genitori di una bimba veneziana malata di atrofia muscolare spinale, che avrebbe ottenuto benefici dal trattamento nel mirino dell'indagine. L'azienda ospedaliera ricorda anche di aver "ritenuto di proporre ricorso al Tar della Lombardia, sezione di Brescia, affinche' sia accertata l'illegittimita' del provvedimento dell'Aifa" che in maggio ha stoppato la sperimentazione.
"In seguito agli ulteriori ricorsi promossi da singoli pazienti, per uno dei quali e' imminente la discussione al Tribunale di Venezia - si legge nella nota degli Spedali Civili - in questi giorni ha assunto ulteriore rilievo il tema del trattamento con cellule staminali, che ha interessato anche questa azienda ospedaliera. Al riguardo, si rimane in attesa di conoscere le determinazioni del giudice sullo specifico caso, per quanto dovesse riguardare in concreto questa azienda".
"Nel frattempo, l'azienda non puo' che confermare quanto a suo tempo comunicato in data 17 maggio e 20 luglio. L'Aifa (Agenzia italiana del farmaco), con ordinanza n. 1/2012 del 15 maggio scorso - continua la nota - interrompeva i programmi di terapie 'compassionevoli' con cellule mesenchimali, avviati all'ospedale Civile di Brescia. Le terapie, che erano state approvate dal Comitato etico locale, hanno riguardato 12 pazienti con diverse e gravi patologie degenerative, per le quali le terapie tradizionali non risultavano efficaci; il tutto, in conformita' a un decreto del ministero della Salute del 2006".
L'azienda, "convinta della correttezza del proprio operato, nonche' dell'assoluta idoneita' delle proprie strutture", ritiene che il provvedimento dell'Aifa sia "risultato gravemente lesivo dell'immagine aziendale e fonte di ingiustificato allarme fra i pazienti che ricorrono ai numerosi servizi dell'ospedale".

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