Giovedì 11 giugno 2026
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Staminali e clonazione del bulbo pilifero contro la calvizie

U.E. - ITALIA
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Le chiome folte sono un ricordo per il 16 milioni di italiani. Una vera 'epidemia' che, se un tempo coinvolgeva solo il sesso forte: il 50% dei maschi oltre i 50 anni ha problemi con i propri capelli, ora riguarda anche le donne: il 25% delle italiane over50. Ma per le persone alle prese con il 'problema calvizie' nuove speranze arrivano da ricerche sperimentale che stanno testando le cellule staminali o la clonazione del bulbo pilifero che potrebbero 'rivoluzionare' le tecniche di trapianto dei capelli. 

"Il diradamento sulle tempie o la classica chierica sono solo alcuni dei primi sintomi di un problema che puo' diventare piu' grave. Parliamo di alopecia androgenetica, che riguarda il 30% degli italiani", spiega il chirurgo plastico Franco Buttafarro. Uno scenario che nel 2006 ha portato il numero dei trapianti di capelli effettuati nel nostro paese a quota 2500. Ma ora le frontiere dell'intervento chirurgico per rinfoltire la chioma perduta potrebbero essere vicine ad una svolta, grazie a due studi presentati in anteprima mondiale durante il workshop della International Society of Hair Restoration Surgery  a Roma presso l'Istituto Dermopatico dell'Immacolata (Idi).

Il primo studio sulle cellule staminali epidermiche, condotto da Liudmila Korkina biologa dell'Idi, potrebbe, dunque, aprire scenari rivoluzionari sul futuro delle tecniche impiantologiche. "Il bulbo del capello e' un'autentica fabbrica di cellule staminali - ha spigato la Korkina - Con il mio gruppo di lavoro siamo riusciti a selezionare e distinguere le cellule staminali pilifere, holoclone, che possono dare vita ad un nuovo capello. Una ricerca e' ancora in fase di sperimentazione su topi privi di sistema immunitario, ma entro la fine del 2009 potrebbe essere replicata sull'uomo".

Il secondo studio, illustrato da Bessam Farjo, presidente dell'International Society of Hair Restoration Surgery, prevede la riproduzione del capello attraverso la clonazione del bulbo. Si parte da un campione di laboratorio posto all'interno di un mezzo di cultura, qui le cellule si moltiplicano dando di nuovo la possibilita' al capello di ricrescere quando la soluzione e' iniettata nel cuoio capelluto. "Abbiamo avviato un sperimentazione clinica anche sull'uomo e stiamo aspettando i dati di questo lavoro, che saranno pronti per la fine del 2009. Se tutto andra' bene nel 2011 potremmo avere i primi pazienti'.
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