Staminali. Congresso Gitmo: l'offerta e' bassa
Le cellule staminali emopoietiche funzionano: se trapiantate nelle fasi iniziali della malattia, il 60% dei pazienti guarisce nell'arco di 5 anni. Ma i donatori aumentano meno di quanto servirebbe, soprattutto nelle fasce di eta' piu' giovani e dunque piu' preziose. Sono alcuni dei dati presentati al quinto congresso Gitmo (Gruppo italiano trapianti di midollo osseo), in chiusura a Firenze.'Leucemie acute, immunodeficienze congenite, mielomi, linfomi e anemia mediterranea sono le patologie che piu' usufruiscono del prezioso trapianto delle staminali - spiega il professor Alberto Bosi, presidente di Gitmo e ordinario di malattie del sangue all'Universita' di Firenze - Di fronte a una diminuzione costante delle donazioni autologhe, prelevate direttamente dalla persona malata, sono invece aumentati i trapianti, cioe' da donatore diverso dal paziente'.
'I limiti del trapianto allogenico - spiega ancora il professor Bosi - sono la potenziale tossicita' trapiantologica, la recidiva e soprattutto il trovare la disponibilita' di un donatore: meno del 30% dei pazienti infatti ha un fratello compatibile e il cambiamento demografico con famiglie con sempre meno figli portera' a una diminuzione ulteriore delle disponibilita''. Tanto piu' che, a fronte dell'aumento di staminali emopoietiche, continuano a essere insufficienti i donatori. Anche se l'iscrizione al registro e' molto semplice (basta essere maggiorenni, in salute e eseguire un prelievo di sangue), solo lo 0,53% della popolazione europea e' iscritta. In Italia le nuove adesioni superano di sole mille unita' ogni anno il numero delle persone cancellate dal registro e i donatori sono concentrati in fasce di eta' piu' adulte, quindi utilizzabili per un minor lasso di tempo. Sono aumentati coloro che hanno tra i 46 e i 54 anni (dal 2002 a oggi son passati da 51 a 80 mila nomi) e tra i 36 e i 45 anni (da 114 a 150 mila).
Diminuite invece sensibilmente le fasce d'eta' piu' preziose e durature nel tempo: tra i 26 e i 35 anni son passate da 121 a 78 mila e tra i 18 e i 25 anni da 17 a 15 mila. 'Bisogna incentivare la donazione - invita il professor Bosi - e migliorare la tipizzazione degli iscritti al registro.
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