Martedì 9 giugno 2026
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Staminali contro la ipossia cerebrale dei neonati

U.E. - OLANDA
Notizia ·
Uno ogni tre bambini che nascono nel mondo occidentale soffre di lesioni cerebrali per mancanza di ossigeno durante il parto. Non ci sono dati per i Paesi in via di sviluppo, ma si presuppone che la situazione non possa essere molto migliore. In Olanda, con circa 180.000 nascite all'anno, sono diverse centinaia i bimbi che ne sono colpiti e per i quali, praticamente, non c'e' nessuna cura.
Via nasale
Le cellule staminali, somministrate per via nasale, sono in grado da sole di farsi strada verso le aree danneggiate del cervello, e una volta qui stimolano il recupero del tessuto cerebrale. La dottoressa biologa Cindy van Velthoven, ha ottenuto di recente un dottorato all'Universita' di Uterct con una ricerca su topi nati di recente.
“L'idea principale della terapia con staminali e' che nel somministrarle, queste cellule sono in grado di trasformarsi in qualunque tessuto organico, sostituendo il tessuto danneggiato, contribuendo cosi' ad un miglioramento del paziente”, dice la biologa.
Oggi, l'unico metodo disponibile per trattare neonati con ipossia cerebrale, e' sottoporli ad una terapia del freddo, con cui si abbassa la temperatura corporea del neonato di circa 33 gradi Celsius. Questo deve essere fatto nelle prime sei ore dopo la nascita. Siccome non si e' in grado di stabilire se un neonato abbia avuto una lesione o meno, spesso accade che chi ne viene colpito non riceve nessun trattamento.
Progressi
La dottoressa Van Velthogen ha realizzato la propria ricerca con topi nati di recente, poiche' il cervello e' molto simile in crescita e sviluppo a quello dei neonati umani. Queste indagini sono in corso anche in altre parti del mondo, come Usa. Ma e' con le indagini di Utrecht che si sono avuti risultati che danno speranze per i neonati.
“La cosa migliore sarebbe l'uso di cellule staminali dello stesso neonato, poiche' il cordone ombelicale ha una grande quantita' di questo tipo di cellule, in varie forme. In anticipo e' impossibile sapere quale neonato corra il rischio di ipossia cerebrale. C'e' un gruppo che puo' essere individuato, ma tanti altri che non manifestano alcuna lesione se non piu' tardi, quando il cordone ombelicale e' stato gia' buttato via.
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