Staminali contro Parkinson. Parte sperimentazione con uso mesenchimali
E' partita dall'Italia la prima sperimentazione, autorizzata dall'Istituto Superiore di Sanita' e supportata dalla Fondazione Grigioni, che prevede l'impiego delle cellule staminali mesenchimali "autologhe" (cioe' provenienti dallo stesso paziente che poi le riceve) per il trattamento di un parkinsonismo chiamato Paralisi sopranucleare progressiva (Psp), una rara forma di parkinsonismo grave per la quale attualmente non esiste alternativa terapeutica. La notizia arriva proprio nella Giornata mondiale della malattia di Parkinson, dedicata a sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti di questo disturbo degenerativo del sistema nervoso centrale caratterizzato da una progressiva scomparsa delle cellule nervose, che colpisce milioni di persone nel mondo. Questa sperimentazione clinica apre nuove prospettive da un punto di vista medico-scientifico in termini di possibilita' di trattamento di tutte le malattie neurodegenerative, a cominciare, ovviamente, dalla malattia di Parkinson. In Italia si contano 200 mila persone affette da questa patologia. Il Parkinson ha da sempre riscosso l'interesse dei ricercatori e, grazie ad un continuo miglioramento dei trattamenti disponibili, e' ormai gestibile con efficacia per 10-15 anni dall'esordio. Nel caso della forma definita Psp, la malattia e' particolarmente aggressiva: nel giro di cinque anni dall'esordio, in genere il paziente e' costretto alla sedia a rotelle. La Psp rappresenta meno del 3 per cento dei parkinsonismi: ha una prevalenza di circa 8-9 casi per 100.000 abitanti ed un'incidenza di 3 nuovi casi ogni 100.000 abitanti.ADUC è indipendente
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