Sabato 6 giugno 2026
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Staminali contro il Parkinson. In partenza studio a Milano

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Partira' entro l'estate la prima sperimentazione italiana che usera' cellule staminali degli stessi pazienti per curare una malattia simile al Parkinson, la 'paralisi sopranucleare progressiva' (Psp), che colpisce 6-7 persone ogni 100mila. Lo studio, di fase I, coinvolgera' inizialmente 20 malati e i primi prelievi di cellule sono gia' in corso.
La sperimentazione e' promossa dalla Fondazione Grigioni - Istituti Clinici di Perfezionamento (Icp) e dalla Cell Factory del Policlinico di Milano. L'obiettivo e' valutare la sicurezza e l'efficacia delle staminali per curare questa malattia, dato che attualmente non esiste alcuna terapia efficace.
'Lo studio e' gia' nella fase finale dell'iter autorizzativo presso l'Istituto Superiore di Sanita' - spiega Gianni Pezzoli, direttore del Centro Parkinson di Milano e presidente della Fondazione Grigioni - e prendera' il via entro due-tre mesi.
Rappresenta un importante traguardo, anche perche' apre nuove prospettive per il trattamento di altre malattie neurodegenerative, a cominciare dal Parkinson'.
I medici contano di avere i primi risultati entro un anno dall'avvio dello studio, mentre la valutazione definitiva e' attesa ad un anno e mezzo dal primo trattamento. 'Ci auguriamo di offrire ai nostri pazienti un'opzione terapeutica in piu' in completa sicurezza - prosegue Pezzoli -. Questo anche con l'obiettivo di frenare un certo turismo sanitario, che oggi coinvolge circa il 10% dei pazienti affetti da Psp che si recano all'estero, principalmente in Germania, in Cina o in Sud America, per sottoporsi a infusioni con cellule staminali sia autologhe che eterologhe'. A parte i costi piuttosto elevati (si parla di tariffe che vanno dai 10.000 ai 40.000 euro per infusione) 'e' necessario ricordare che tali procedimenti sono nella maggior parte dei casi non efficaci - conclude l'esperto - e soprattutto espongono i pazienti a rischi importanti, quali infezioni o encefalopatie, dovute al fatto che le procedure in genere non soddisfano neanche i minimi standard sanitari'.
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