Staminali cordonali. L'eccellenza italiana per la raccolta pubblica
Con le sue 19 biobanche pubbliche in 11 regioni per la raccolta del sangue da cordone ombelicale, da cui ricavare cellule staminali, 'l'Italia e' il Paese in Europa, e probabilmente nel mondo, con il piu' alto numero di banche pubbliche'. A spiegarlo e' Carlo Petrini, dell'unita' di bioetica dell'Istituto superiore di sanita', durante un convegno organizzato dalla Pontificia accademia per la vita sulle banche di cordone ombelicale e il trauma post-aborto.Nel nostro Paese e' consentita infatti la conservazione solo per uso allogenico, mentre e' permesso l'uso autologo dedicato, cioe' se al momento del parto c'e' un rischio di salute accertato per il neonato o un altro membro della famiglia. 'Chi vuole invece conservare il cordone per uso autologo - continua Petrini - puo' farlo all'estero a proprie spese, chiedendo l'autorizzazione alle Regioni. Fino all'anno scorso erano circa 9-10mila le richieste annuali fatte dalle coppie per esportare all'estero il cordone del proprio figlio, il piu' delle volte in Svizzera, Gran Bretagna, Germania e Repubblica di San Marino'.
In Europa, in base ai dati presentati, oltre all'Italia sono solo altri 4 gli Stati in cui sono vietate le biobanche private: Olanda, Francia, Belgio e Lussemburgo.
Ma, rileva Petrini, 'tutti i ddl in discussione al Parlamento prevedono l'apertura a biobanche private con formule diverse, perche' c'e' una grande pressione commerciale'.
Tuttavia chi pensa a conservare il cordone per uso autologo dovrebbe sapere, conclude Petrini, 'che delle oltre 30mila unita' bancate in Italia di sangue cordonale, sono state trapiantate quasi 1000 unita', cioe' l'1-3%. Quindi si ha il 97% di possibilita' di ripescare le proprie staminali da cordone in caso di necessita''.
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