Staminali per il cuore, l'esperto: ottime speranze ma ancora molta strada da fare
'Gli studi clinici che hanno cercato di testare la possibile applicazione pratica delle cellule staminali nella cura dello scompenso cardiaco hanno finora dato risultati modesti': e' quanto sostiene Corrado Tamburino, professore ordinario di Cardiologia e Capo Dipartimento Cardiovascolare dell'Azienda Policlinico-Vittorio Emanuele Universita' di Catania, a proposito dell'utilizzo delle cellule staminali per la cura delle patologie cardiache. Nel caso delle malattie cardiache, spiega l'esperto, potrebbero consentire di rigenerare il muscolo cardiaco perduto a causa di un infarto o di altre condizioni: 'La comunita' scientifica - continua Tamburino - nutre una notevole fiducia nella possibilita', un giorno, di sfruttare queste proprieta' allo scopo di rigenerare i tessuti dell'organismo andati incontro a morte cellulare a causa di una determinata malattia. Cio' aprirebbe notevoli prospettive e speranze terapeutiche al fine di migliorare la qualita' di vita e la sopravvivenza dei pazienti affetti da scompenso cardiaco'.
Grandi progressi sono stati compiuti dalla ricerca in questo campo, 'in particolare riguardo al come isolarle e al come farle duplicare e differenziare', spiega l'esperto. Ma, se la prospettiva terapeutica sembra essere promettente, spiega l'esperto, i risultati ottenuti indicano invece che molta strada e' ancora da fare: 'E' necessario ancora molto lavoro in termini di ricerca clinica e di laboratorio per definire le migliori modalita' di applicazione di questa promettente prospettiva terapeutica'.
Grandi progressi sono stati compiuti dalla ricerca in questo campo, 'in particolare riguardo al come isolarle e al come farle duplicare e differenziare', spiega l'esperto. Ma, se la prospettiva terapeutica sembra essere promettente, spiega l'esperto, i risultati ottenuti indicano invece che molta strada e' ancora da fare: 'E' necessario ancora molto lavoro in termini di ricerca clinica e di laboratorio per definire le migliori modalita' di applicazione di questa promettente prospettiva terapeutica'.
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