Mercoledì 10 giugno 2026
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Staminali e denti di latte. Un business. Inchiesta agenzia Adnkronos

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Dentini da latte preziose miniere di cellule staminali, che racchiudono la promessa di riparare organi e tessuti danneggiati da incidenti o malattie. Dopo Stati Uniti e Gran Bretagna, il business delle cellule 'bambine' nei denti da latte e' arrivato anche in Italia. Non e' difficile trovare, nello studio del pediatra o nell'ambulatorio medico, depliant che spiegano ai genitori come sia possibile "conservare le cellule staminali presenti nei dentini da latte del tuo bambino". Cellule che possono essere estratte, raccolte, spedite all'estero e conservate in una biobanca, offrendo a "genitori, fratelli, nonni e altri parenti prossimi" la possibilita' di utilizzarle "per futuri scopi terapeutici", recita il volantino di una banca privata internazionale, attiva da poco anche nel nostro Paese.
Un investimento sul futuro, dunque. Ma le cose stanno davvero cosi'? Per saperne di piu' siamo andati a seguire a Roma un Corso informativo gratuito, proposto ai genitori, come si vede nella videoinchiesta pubblicata oggi sul sito www.adnkronos.com
A fronte di un costo di qualche migliaia di euro per chi decide di raccogliere e conservare le cellule dei dentini - circa tremila per un 'pacchetto' di 20 anni in biobanca - quali sono le chance di utilizzarle un domani per 'riparare' un cuore malato o curare il diabete? Siamo andati a chiederlo a uno dei piu' noti genetisti italiani: il direttore scientifico dell'ospedale Bambino Gesu' di Roma, Bruno Dallapiccola, da poco nominato dal ministero della Salute a far parte della Commissione di esperti sulle cellule staminali.
Ebbene, secondo Dallapiccola, "ancora non si hanno dati sulla possibilita' reale di utilizzare queste cellule dopo anni di crioconservazione, ne' sul fatto che una volta scongelate si trovi la quantita' necessaria di cellule da impiegare a scopo terapeutico".
Inoltre "la probabilita' di utilizzo autologo di cellule staminali nel corso della vita e' inferiore a una su 20mila. Il gioco non vale la candela", conclude l'esperto.
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