Staminali/Duchenne. Fra un anno la prima sperimentazione?
Potrebbe partire entro un anno la prima sperimentazione sull'uomo di una terapia a base di staminali adulte per la distrofia muscolare di Duchenne. Lo ha affermato Giulio Cossu, direttore della divisione di Medicina rigenerativa del San Raffaele di Milano, durante un simposio sulle staminali che si e' aperto oggi a Roma.'E' importante non dare false speranze ai malati, perche' la via per una vera applicazione e' ancora lunga - sottolinea Cossu - ma ci stiamo avvicinando dopo anni di lavoro ad un primo test sull'uomo. Ci sono ancora dei problemi di soldi e di regolamentazione complessa, ma entro un anno speriamo di iniziare lo studio di fase I'.
La terapia consiste nell'utilizzo di cellule staminali ottenute da donatori per cercare di rigenerare il tessuto muscolare danneggiato dalla malattia genetica, che colpisce un maschio ogni 3500 nati. I primi bambini che saranno sottoposti alla terapia, ha spiegato Cossu, sono gia' stati scelti e si stanno testando le loro facolta' muscolari per poter poi verificare eventuali miglioramenti.
Durante il simposio che si chiudera' il 9 giugno e che e' organizzato dall'Istituto Pasteur-Fondazione Cenci Bolognetti e dal Comitato Pasteur-Weizemann in occasione del 35mo anniversario dalla fondazione, verranno toccati tutti i temi principali che riguardano le staminali, dalle possibili applicazioni ai problemi connessi al loro utilizzo: 'Uno dei problemi principali che stanno emergendo, ad esempio - spiega il curatore Antonio Musaro' dell'universita' Sapienza di Roma - e' che anche le staminali adulte devono essere manipolate in maniera 'etica', perche' se utilizzate in contesti sbagliati possono dar vita a gravi problemi di salute'.
In generale tra i partecipanti al simposio e' emersa la preoccupazione per le troppe aspettative intorno all'uso delle staminali: 'In futuro ci saranno applicazioni interessanti nella rigenerazione del tessuto osseo e nelle malattie cardiovascolari - afferma Paolo Bianco, esperto di staminali dell'ateneo romano - il rischio pero' e' che il lavoro sia vanificato da tentativi di applicazione sull'uomo troppo frettolosi'.
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