Lunedì 8 giugno 2026
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Staminali embrionali, comunità scientifica punta su Obama

AMERICHE - USA
Notizia ·
La comunità scientifica americana, scossa dalla sentenza giudiziaria che ha sospeso i finanziamenti federali alla ricerca staminale, ieri sera ha ricominciato a sperare, dopo l'annuncio del ricorso in appello presentato dal governo del presidente Barack Obama.
La sospensione potrebbe avere un enorme impatto su progetti di ricerca medica e rallentare il cammino delle cura di gravi malattie come il Parkinson o il diabete.
La sentenza blocca in concreto il finanziamento di progetti di ricerca che utilizzino cellule staminali ricavate da embrioni.
Non sospende le ricerche già in atto, ma impone agli scienziati di trovare finanziamenti privati per nuove sperimentazioni o per l'espansione di sperimentazioni esistenti. I laboratori in questione sono alcuni dei piú prestigiosi al mondo, da Harvard in giú.
Secondo il giudice le normative sulla ricerca staminale di Obama sono in contrasto con una legge che il Congresso ha varato nel 1996, quando le staminali non esistevano ancora, per vietare l'utilizzo di fondi federali per la distruzione di embrioni. Il governo non finanzia direttamente la distruzione degli embrioni (che puó avvenire solo con fondi privati) ma finanzia la ricerca sulle cellule.
Non è una prerogativa di Obama. Anche il precedente presidente, George W. Bush, nonostante la ferma opposizione ai finanziamenti alla produzione di nuove linee di cellule per la ricerca, appoggió le sperimentazioni su linee di cellule già esistenti. Di piú: quando il Congresso cercó in due occasioni di imporre ulteriori vincoli, Bush esercitó il suo diritto di veto per difendere la ricerca.

'Una vittoria del buon senso e una scelta di sana deontologia medica'. Con queste parole il cardinale Daniel N. DiNardo, arcivescovo di Galveston-Houston e presidente della commissione Attivita' pro-vita della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti.
Nel ricordare l'emendamento Dickey - approvato dal 1996 ogni anno dal Congresso - che impedisce il finanziamento federale della ricerca in cui sono danneggiati o distrutti embrioni umani, il cardinale ha detto che la sentenza si pone sulla posizione etico-morale, antropologica e scientifica affermata e proposta dal magistero della Chiesa e sulla linea dell'episcopato statunitense: 'l'attenta e profonda considerazione del soggetto umano dal momento del suo concepimento'. 'Spero - ha evidenziato il cardinale DiNardo - che la decisione del giudice federale di interrompere i finanziamenti, incoraggera' il nostro Governo a rinnovare e ampliare il suo impegno a percorrere vie etiche di ricerca e di tutela della vita riguardo alle cellule staminali embrionali umane. Troppo spesso la ricerca scientifica percorre vie distruttive della vita'.

Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi dice si' alla ricerca sulle staminali embrionali. La speranza del Sinodo e' che 'la ricerca scientifica sulle cellule staminali, anche embrionali, possa contribuire a proporre nuove possibilita' terapeutiche, anche per patologie molto gravi'.
'L'annuncio evangelico - si legge nel documento elaborato dalla Commissione bioetica della tavola valdese e approvato oggi dal Sinodo- ci chiama al rischio dell'interpretazione del messaggio cristiano'. Pertanto il pool di teologi, giuristi, medici, scienziati e ricercatori che lo hanno stilato, si dice favorevole 'alla possibilita' che la ricerca si avvalga di embrioni 'sovrannumerari', altrimenti destinati alla distruzione'. La Commissione bioetica nel documento giunge alla seguente conclusione: 'Qualsiasi soluzione si voglia dare a una questione cosi' annosa e controversa, a noi sembra evidente che la blastocisti non possieda alcuna caratteristica che permetta di identificarla con un essere umano'. Meglio rinunciare a ogni 'atteggiamento pregiudizialmente difensivo' e guardare al progresso scientifico 'in una prospettiva laica, in grado di coglierne i limiti e le potenzialita' emancipative'.
'Da un punto di vista dell'etica protestante - ha detto la pastora Erika Tomassone, membro della Commissione bioetica - le questioni attinenti alla vita dell'essere umano non sono mai soltanto di natura biologica, ma devono tener conto sempre della biografia del soggetto, nonche' della sua capacita' di scelta libera e responsabile'.
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