Venerdì 5 giugno 2026
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Staminali embrionali per produrre organi artificiali

U.E. - GRAN BRETAGNA
Notizia ·
Cellule embrionali staminali (ESC) possono sopravvivere anche messe in fili di polimeri, per tessere tessuti viventi artificiali e flessibili in grado di adattarsi ad ogni tipo di trapianto. Si tratta di una tecnica innovativa dell'utilizzazione delle cellule staminali che potrebbe essere usata per produrre, in futuro, organi artificiali. E' quanto riferiscono ricercatori inglesi della University College London. La tecnica descritta in uno studio, pubblicato su Integrative Biology , che si accoda ad altre tecniche, altrettanto competitive, già messe a punto per forgiare cellule vive in un tessuto fatto su misura. Tra queste una tecnica che prevede la stampa di un tessuto vivo per mezzo di una stampante a getto d'inchiostro , che sostituisce l'inchiostro normale con un inchiostro biologico fatto solo di cellule. Una tecnica che ha subito in questi ultimi anni delle variazioni utili a danneggiare il meno possibile il materiale biologico e con questa tecnologia è stato possibile "tessere" una rete di fili contenenti cellule cerebrali vive. Ora in questo nuovo lavoro Suwan Jayasinghe e colleghi hanno dimostrato che è possibile, con una tecnica simile creare fili di ESC. Si tratta, dicono gli scienziati di una tecnologia del tutto nuova, mai usata prima che si chiama "electrospraying", dove due aghi di acciaio inossidabile, uno dentro l'altro, uniscono una scia di polimeri viscosi e biodegradabili con una sospensione di ESC. Applicando, poi, una corrente elettrica agli aghi si dà carica al filo di polimeri e alle cellule che accelerano verso un anello di rame, che si trova un poco piú sotto, e quando escono dall'anello, cellule e polimero, sono diventati un unico filo molto sottile. In questo modo possono essere tessuti fogli piú o meno grandi di tessuto vivente, incrociando semplicemente il filo ripetutamente su una superficie piatta, mentre se si fa passare il filo su uno stampo si ottiene una forma tridimensionale. Basta la viscosità del polimero a tenere insieme il tessuto. Con la tecnica dell'amplificazione del DNA Jayasinghe e colleghi hanno dimostrato che le cellule del filato conservavano intatti i geni trovati nelle cellule staminali indiferrenziate e che questi geni venivano espressi allo stesso modo in cui venivano espressi ,in cellule di controllo messe in coltura che erano state elettrospruzzate. Una verifica importante per dimostrare che le cellule staminali , pur dopo il trattamento erano rimaste vive. Come hanno riferito a New Scientist gli scienziati , i tessuti fatti di ESC, piuttosto che di cellule già specializzate, come quelle del muscolo, ad esempio, hanno maggiori possibilità di essere trapiantati in piú e diversi "siti" biologici. Infatti, una volta impiantate queste cellule bambine, grazie alle loro potenzialità che le rende flessibili, prendono le caratteristiche del sito biologico dove sono state messe o possono essere influenzate da farmaci per convertirsi nel tessuto giusto voluto per quel sito. Sperimentalmente è stato visto anche, che con il tempo le ESC sopravvivono, crescono formando tessuti coerenti, mentre il polimero degrada e scompare lentamente.     
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