Staminali embrionali. Senza, non si va da nessuna parte
C'e' spazio anche per un po' di dissenso alla conferenza sulle staminali adulte in corso in Vaticano fino a domani. Fra i ricercatori arrivati alla sala del Sinodo per esporre le ultime novita' sulle applicazioni su queste cellule c'e' anche qualcuno che non condivide il no all'uso delle embrionali ribadito fin dalla prolusione.
"Non siamo ancora in grado di riprodurre una cellula embrionale - afferma ad esempio Nadia Rosenthal dell'Australian Regenerative Medicine Institute - e fino a quando non ci riusciremo non potremo fare a meno di usare le staminali embrionali. Non tanto per le terapie, visto che provocano tumori una volta impiantate, ma per capire i processi alla base della differenziazione delle cellule, di cui ancora sappiamo pochissimo".
Secondo l'esperta anche le cellule 'riprogrammate' (Ips), che secondo alcuni sostituiranno le embrionali, hanno dei limiti: "Durante il processo di 'riprogrammazione' la cellula cambia profondamente, anche dal punto di vista morfologico - spiega Rosenthal, che dirige anche il laboratorio Embl di Monterotondo - e questo ha effetti importanti sulle sue funzionalita'".
D'accordo con questa analisi anche Peter Coffey, il cui gruppo all'university College di Londra sta portando avanti uno dei pochissimi test sull'uomo di una terapia con embrionali, in questo caso per combattere la degenerazione maculare: "Abbiamo provato a fare i nostri esperimenti con le Ips, ma ci sono grossi problemi - ha spiegato COffey - per ora continueremo con le embrionali, anche perche' basterebbero in teoria le cellule ricavate da un solo embrione per curare 30 milioni di persone".
"Non siamo ancora in grado di riprodurre una cellula embrionale - afferma ad esempio Nadia Rosenthal dell'Australian Regenerative Medicine Institute - e fino a quando non ci riusciremo non potremo fare a meno di usare le staminali embrionali. Non tanto per le terapie, visto che provocano tumori una volta impiantate, ma per capire i processi alla base della differenziazione delle cellule, di cui ancora sappiamo pochissimo".
Secondo l'esperta anche le cellule 'riprogrammate' (Ips), che secondo alcuni sostituiranno le embrionali, hanno dei limiti: "Durante il processo di 'riprogrammazione' la cellula cambia profondamente, anche dal punto di vista morfologico - spiega Rosenthal, che dirige anche il laboratorio Embl di Monterotondo - e questo ha effetti importanti sulle sue funzionalita'".
D'accordo con questa analisi anche Peter Coffey, il cui gruppo all'university College di Londra sta portando avanti uno dei pochissimi test sull'uomo di una terapia con embrionali, in questo caso per combattere la degenerazione maculare: "Abbiamo provato a fare i nostri esperimenti con le Ips, ma ci sono grossi problemi - ha spiegato COffey - per ora continueremo con le embrionali, anche perche' basterebbero in teoria le cellule ricavate da un solo embrione per curare 30 milioni di persone".
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