Staminali, esperti italiani e americani studiano quelle intestinali
Una task force formata da esperti italiani e americani studiera' le applicazioni possibili delle staminali intestinali adulte, una classe di cellule ancora poco conosciuta ma considerata molto promettente per la cura delle malattie degenerative. L'annuncio, con la firma di una lettera d'intenti, e' stato dato oggi presso l'Istituto Superiore di Sanita' a Roma.
Del gruppo faranno parte ricercatori dell'universita' del Maryland e di diversi centri italiani, fra cui la fondazione Scuola medica Salernitana, che gia' collabora con il centro americano su questo tema. Dopo la firma della lettera di intenti partira' la ricerca dei fondi, che potrebbero venire anche da un bando del Ministero della Salute.
"Gli obiettivi che ci siamo posti - spiega Alessio Fasano, salernitano e direttore del Mucosal Research Center dell'universita' del Maryland - sono di identificare le staminali intestinali fra le altre cellule, di prelevarle e farle sopravvivere al di fuori del corpo e poi di cercare di farle diventare pluripotenti".
Le staminali intestinali devono rimpiazzare ogni 4-7 giorni tutte quelle dell'intestino, e sono quindi particolarmente attive. Inoltre possono essere ottenute facilmente con prelievi autologhi.
Del gruppo faranno parte ricercatori dell'universita' del Maryland e di diversi centri italiani, fra cui la fondazione Scuola medica Salernitana, che gia' collabora con il centro americano su questo tema. Dopo la firma della lettera di intenti partira' la ricerca dei fondi, che potrebbero venire anche da un bando del Ministero della Salute.
"Gli obiettivi che ci siamo posti - spiega Alessio Fasano, salernitano e direttore del Mucosal Research Center dell'universita' del Maryland - sono di identificare le staminali intestinali fra le altre cellule, di prelevarle e farle sopravvivere al di fuori del corpo e poi di cercare di farle diventare pluripotenti".
Le staminali intestinali devono rimpiazzare ogni 4-7 giorni tutte quelle dell'intestino, e sono quindi particolarmente attive. Inoltre possono essere ottenute facilmente con prelievi autologhi.
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