Sabato 6 giugno 2026
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Staminali, l'esperto: vicina alla sperimentazione clinica contro la sclerosi multipla

U.E. - ITALIA
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Le cellule staminali potrebbero anche fermare la sclerosi multipla. Nella sperimentazione animale hanno dimostrato di essere infatti in grado di spegnere l'aggressione infiammatoria cronica verso la mielina, la guaina che riveste le cellule nervose, e la cui distruzione produce gli effetti devastanti della malattia.
Lo ha detto Giancarlo Comi, direttore dell'Istituto di Sperimentazione Neurologica dell'Universita' Vita-Salute San Raffaele, a un convegno di tre giorni apertosi ieri a Stresa sui progressi piu' recenti in tema di cellule staminali, che e' stato aperto dal Premio Nobel Martin Evans e vede la partecipazione dei maggiori esperti nazionali.
Comi ha precisato che queste cellule progenitrici sono in grado di agire nei confronti della sclerosi multipla in due modi: non solo infatti spengono l'aggressione infiammatoria, ma riescono anche a mantenere, nelle sedi in cui agiscono, dei presidi aggregati che tengono sotto controllo l'intera area.
'Si pensava che le cellule staminali avessero solo un'azione di riparazione dei tessuti, si e' visto invece che agiscono anche al livello del sistema immunitario'.
E il neurologo ha citato il lavoro del ricercatore milanese Gianvito Martino il quale 'ha gia' completato la fase preliminare ed e' ora pronto per il primo studio clinico sull'applicazione delle staminali alla sclerosi multipla. E uno studio per stabilire le dosi che garantiscono il successo senza provocare danni, su pazienti con gravi lesioni midollari. Gia' questo studio ci dara' informazioni anche sull'efficacia, che pero' sara' oggetto di un altro studio che partira' alla fine dell'anno'.
Il convegno di Stresa raccoglie il meglio dei ricercatori italiani sulle cellule staminali, nei vari versanti: le applicazioni sulle malattie neurodegenerative, su quelle cardiovascolari, ma anche sulla riproduzione assistita e sulle leucemie e i linfomi.
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