Venerdì 5 giugno 2026
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Staminali. Indiviuate cellule adulte nel rene

U.E. - ITALIA
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I ricercatori del Dipartimento di Scienze della Salute dell'Universita' di Milano-Bicocca hanno individuato e isolato una popolazione omogenea di cellule staminali adulte dal rene umano. Le hanno chiamate "PKHhigh". Fino a oggi l'esistenza di cellule staminali renali adulte e' argomento controverso e non ancora definitivamente risolto. Lo studio e' stato realizzato da un gruppo di ricercatori coordinati da Roberto Perego, associato di Patologia generale e responsabile del Laboratorio di Patologia Molecolare e Oncologia.
Le cellule staminali renali adulte sono state identificate a partire da colture clonali di nefrosfere umane (cioe' aggregati sferici di 130-140 cellule originati da una singola cellula staminale) sfruttando la caratteristica funzionale tipica delle cellule staminali stesse: la capacita', con la divisione asimmetrica, di riprodurre se stesse (self-renewal) e di differenziarsi in diversi tipi cellulari (multipotenza). Si e' dimostrato che nelle nefrosfere, capaci di generare in vitro ed in vivo strutture tubulari renali, sono attivi i percorsi molecolari tipici delle cellule staminali, sono presenti cellule a diversa differenziazione e maturazione e che in ogni nefrosfera e' presente circa una cellula con proprieta' staminali. Utilizzando il colorante fluorescente PKH26 e' stato possibile identificare e isolare dalle nefrosfere le cellule quiescenti a piu' alta fluorescenza, chiamate PKHhigh, che mostrano le caratteristiche di self-renewal e di multipotenza, differenziando in diversi tipi cellulari renali, e possono sopravvivere indifferenziate in vivo.
"Le prospettive aperte dall'identificazione e dall'isolamento di una popolazione omogenea di cellule renali umane con le proprieta' delle staminali adulte - ha spiegato Perego - sono legate alla possibilita' di comprendere meglio i meccanismi che regolano la loro replicazione e differenziazione nel tessuto renale. Si apre quindi la strada a un impiego nella medicina rigenerativa, in particolar modo nelle patologie renali, che in prospettiva potra' portare a un minore o piu' tardivo ricorso alla dialisi o al trapianto renale". Una maggior conoscenza delle staminali renali normali potra' inoltre aiutare a comprendere meglio i meccanismi che sono alla base dell'insorgenza dei tumori renali, in accordo con la teoria Cancer Stem Cell, secondo la quale sono le cellule staminali tumorali a mantenere la crescita del tumore, aprendo nuove possibilita' terapeutiche per i tumori renali, particolarmente resistenti alla terapia. Alla ricerca hanno collaborato l'Unita' Operativa di Urologia dell'Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo dell'Azienda Ospedaliera Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, l'Unita' di Anatomia Patologica e il Laboratorio di Citometria dell'Ospedale San Gerardo di Monza e la Divisione di Medicina Rigenerativa, Cellule Staminali e Terapia Genica, dell'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano. Lo studio e' stato sostenuto in parte anche da finanziamenti privati, attraverso la "Associazione Gian Luca Strada Onlus".
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