Staminali iPS. In alcuni casi rigettate dal sistema immunitario
Le cellule staminali pluripotenti (iPS) sono in alcuni rigettate dal sistema immunitario; cosi' uno studio pubblicato ieri 13 maggio, riducendo cosi' le speranze di una nuova medicina rigenerativa grazie alle cellule adulte riprogrammate.Conservando il DNA dei pazienti, assumendo cosi' la polivalenza delle cellule staminali embrionali, le iPS sono stati considerate come una possibile risorsa di rigenerazione tissutale senza nessun trattamento anti-rigetto.
Ma ora una studio pubblicato dalla rivista Nature sembra affievolire questa possibilita'.
Un'équipe guidata da Yang Xu, professore di biologia all'Universita' della California di San Diego, ha testato alcune cellule iPS e cellule staminali embrionali su alcuni topi dopo che questi ultimi avevano subito una modificazione genetica in modo da aver tutti il medesimo DNA. Le difese immunitarie dei topi non hanno reagito di fronte ad un teratoma, una sorta di tumore formato da cellule staminali embrionali.
Ma di fronte a cellule staminali iPS, i linfociti T che giocano un ruolo chiave nella difesa dell'organismo contro microbi e altre cellule riconosciute come estranee, si sono messi in modalita' attacco. I linfociti T reagiscono duranti i trapianti di organi, rendendo necessario l'uso di farmaci anti-rigetto.
Secondo il professor Yang Xu, l'attacco dei linfociti T e' avvenuto solamente con un certo tipo di cellule iPS, e bisogna ancora stabilire quali e perche'. In un incontro con i giornalisti, il professore ha supposto che avrebbero potuto prodursi degli errori nel DNA quando si tratta di cellule riprogrammate. Ma se questo e' limitato ad alcuni tipi di cellule, altre potrebbero essere utilizzate per dei trapianti, senza rischio di rigetto. Comunque non e' chiara l'ampiezza del problema, per cui non si puo' dire in assoluto che bisogna abbandonare le cellule iPS a favore di quelle embrionali.
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