Staminali iPS contro la degenerazione maculare
Ricercatori del centro medico dell'Universita' di Georgetown a Washington, sono riusciti a produrre cellule della retina a partire da cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) umane. Le cellule prodotte imitano la funzione delle cellule dell'occhio che si distruggono in presenza di una degenerazione maculare legata all'eta'. Lo studio, finanziato dal National Institut of Health e' stato pubblicato sulla rivista Stem Cells del 24 marzo 2011.La degenerazione maculare legata all'eta' e' una delle cause di deficit visivo e di cecita' tra le piu' diffuse al mondo. Distrugge poco a poco l'epitelio pigmentario della retina (EPR) che irriga le cellule visive della retina stessa. E' la prima volta che cellule EPR sono state prodotte a partire da cellule iPS, ottenute a loro volta a partire da una piccola biopsia di pelle umana. “Le cellule della retina che abbiamo generato sono veramente funzionali”, dice Nady Golestaneh, professore aggiunto del dipartimento di biochimica moleculare e cellulare del Georgetown e coautore dello studio. “Questo significa che esse imitano la funzione delle cellule d'origine della retina che giocano un ruolo chiave nell'occhio per l'assorbimento della luce, la nutrizione e la funzione ricettiva”. E le fa diventare “promettenti candidate per trattamenti di rigenerazione della retina”.
Il dr Demetrios Vavvas, del Massachusetts Eye and Ear Infirmary, dice che questi risultati sono “un grande passo avanti”. “Ma e' ancora una prima tappa... realizzata solo in vitro. E' un lavoro in laboratorio su culture cellulari. Il problema e' di sapere come funzionera' su dei pazienti perche' ci sono ancora ostacoli da superare”. Allo stato delle attuali conoscenze, saranno necessari un minimo di 3-5 anni prima di dovere passare ad esperimenti clinici.
I ricercatori dicono che, in una prospettiva terapeutica, sono necessari altri lavori per mettere in sicurezza le cellule prodotte. Comunque, “quando parliamo di uso potenziale di cellule staminali, non dobbiamo pensare solo al trapianto. Esse potrebbero essere utilizzate come modello in vitro per studiare la malattia stessa in laboratorio... Questo permetterebbe di sviluppare farmaci ad hoc contro la malattia”.
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