Staminali e nanotecnologie contro lesioni spinali croniche
Sono cominciati i primi test volti a riparare le lesioni spinali croniche nei ratti combinando l'uso delle cellule staminali con la tecnica basata sulle nanotecnologie pubblicata sulla rivista Acs Nano e presentata oggi a Roma dagli autori della ricerca: il bioingegnere Fabrizio Gerlain e l'esperto di cellule staminali Angelo Vescovi, dell'universita' di Milano Bicocca.'Abbiamo cominciato a utilizzare cellule staminali neurali ottenute da feti abortiti spontaneamente e i primi dati indicano un effetto ancora migliore sul deficit neurologico e sul recupero del movimento', ha detto Vescovi, recentemente nominato direttore scientifico dell'Istituto Casa Sollievo della Sofferenza. Le cellule staminali fetali vengono 'caricate' all'interno dei minuscoli tubi all'interno dei quali viene guidata la formazione delle fibre nervose che si rigenerano.
'Il prossimo passo della ricerca saranno i test su mammiferi piu' complessi, come i maiali', ha detto ancora l'esperto. Per arrivare alla sperimentazione sull'uomo ci vorranno 'alcuni anni', ma moltissimo dipendera' dai fondi.
'Le ricerche in questo campo sono molto competitive, ma in Italia sono poco finanziate', ha detto Vescovi. Cominciata 9 anni fa, la ricerca e' costata finora almeno 4 milioni di euro.
I finanziamenti sono arrivati dall'associazione per la ricerca sulle malattie neurodegenerative Neurothon, dalla Fondazione Cariplo, dalla Regione Lombardia attraverso l'ospedale Niguarda e dall'Associazione mieololesi (Aim). 'L'arrivo di Angelo Vescovi e' una scelta ben precisa nell'ottica di una ricerca finalizzata all'assistenza dei malati. Abbiamo grandi progetti e abbiamo bisogno di aiuto', ha detto oggi anche Domenico Crupi, direttore generale e presidente della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza.
I 9 anni della ricerca presentata oggi non sono stati facili nemmeno per Gelain, che ha ideato questo approccio giovanissimo (oggi ha 34 anni) e che in buona parte lo ha sviluppato nei laboratori americani del Massachusetts Institute of Technology (Mit). Finanziamenti permettendo, guarda al futuro con deciso ottimismo: 'i risultati che abbiamo ottenuto sono lungi dall'essere un punto di arrivo - ha detto - e le prospettive che si aprono sono davvero enormi'.
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