Martedì 9 giugno 2026
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Staminali, nuovo sistema per sconfiggere quelle tumorali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Scienziati italiani mettono a segno un altro colpo nella lotta ai tumori. Studiosi di medicina molecolare dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, in collaborazione con ricercatori dell'Universita' 'Magna Graecia' di Catanzaro, hanno individuato una nuova 'arma' in grado di eliminare le cellule staminali tumorali, cellule cancerose resistenti ai comuni chemioterapici e radioterapici e in grado di 'ricostituire' il tumore a distanza di tempo. Lo studio e' pubblicato sulla rivista internazionale 'Cell Cycle'.
"Questo studio - spiega Mario Cioce, ricercatore dell'area di medicina molecolare dell'Istituto Regina Elena - dimostra che e' possibile selezionare in vitro composti con una certa specificita' di azione contro le staminali tumorali, che potrebbero essere usati in combinazione con i chemioterapici standard, per potenziarne l'effetto e limitare l'insorgenza di recidive".
La ricerca - si legge in una nota del Regina Elena - dimostra la possibilita' di identificare una sottopopolazione di cellule tumorali della mammella, dette cellule tumorali staminali, attraverso un determinato colorante (blu di toluidina) e individua "composti, in parte naturali, in parte sintetici, che interferiscono con la proliferazione delle cellule staminali tumorali mentre non hanno effetti" sulle cellule sane.
 I ricercatori hanno testato piu' di 200 composti, sia naturali che sintetici, con l'obiettivo di identificare dei principi attivi capaci di inibire in modo specifico la proliferazione delle cellule staminali tumorali, che solitamente sono resistenti ai comuni chemioterapici. Le staminali tumorali usate negli esperimenti sono state selezionate a partire da cellule di carcinoma mammario (MCF-7) proprio attraverso la colorazione al blu di toluidina. Queste cellule staminali mostrano infatti una colorazione piu' chiara rispetto alle altre.
Sono state cosi' individuate quattro sostanze, tra cui la buteina, un antiossidante naturale, che hanno effetti solo sulle staminali tumorali mentre esplicano un'azione blanda sia sulle altre cellule tumorali non-staminali e, soprattutto, su quelle normali.
"Abbiamo cercato prima di tutto composti che potessero colpire specificamente le cellule tumorali staminali - spiega Cioce - e dopo li abbiamo validati su cellule di mammella sane. In un primo screening siamo andati a cercare la specificita' di azione di questi composti mentre nel secondo siamo andati a cercare sostanze che non danneggino anche le cellule sane".
I ricercatori hanno scoperto che alcune di queste sostanze agiscono su un importante meccanismo che regola la proliferazione e trasformazione delle cellule staminali tumorali e la loro resistenza ai farmaci.
"Le staminali tumorali - spiegano i ricercatori del Regina Elena - sono cosi' chiamate perche' somigliano alle cellule staminali somatiche in quanto hanno la capacita' di rigenerarsi. Tuttavia mentre le cellule staminali somatiche servono a ricostituire i tessuti durante tutta la vita di un individuo, le staminali tumorali riformano il tumore. Si pensa infatti che queste ultime siano responsabili delle recidive del cancro".
"La nostra speranza - concludono gli studiosi - e' che colpendo questa sottopopolazione di cellule, grazie all'individuazione di nuovi principi attivi in grado di eliminarle in maniera selettiva, possiamo cominciare a parlare di 'cura' del tumore rimuovendolo alla radice e quindi privandolo della sua capacita' di ripartire".
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