Staminali. Ok del giudice per cure a bimbo napoletano
Il bimbo napoletano di 5 anni e mezzo affetto dalla sindrome di Sandhoff ed ormai malato terminale, potra' essere curato con il metodo stamina. Lo ha deciso il giudice del lavoro del Tribunale di Napoli Carla Sarno, che ha sciolto affermativamente la riserva dopo l'udienza del 24 aprile. Accolto il ricorso d'urgenza dell'avvocato veneziano Marco Vorano e del suo corrispondente a Napoli, Eduardo Montella. Nell'ordinanza, depositata il 29 aprile in cancelleria, il giudice ha fatto riferimento al decreto legge del 25 marzo scorso, con il quale il Governo ha autorizzato la proroga della terapia stamina per i pazienti che l'hanno gia' cominciata. L'eventuale diniego della terapia al piccolo - secondo il giudice - configurerebbe una violazione del principio di uguaglianza tra i cittadini sancito dall'art. 3 della Costituzione. ''E' una ordinanza che fara' giurisprudenza'', commenta soddisfatto l'avvocato Montella. L'ospedale di Brescia, specializzato nella terapia staminale, dove il bambino sara' ricoverato, non si e' costituito in giudizio. La struttura e' pronta ad accogliere il piccolo. Il padre, titolare di un piccolo negozio di abbigliamento e la madre, che si dedica da alcuni anni esclusivamente al figlio, non hanno perso tempo. Nel pomeriggio il piccolo e' stato accompagnato per i primi prelievi all'ospedale pediatrico ''Santobono'' di Napoli. Ai prelievi dovranno sottoporsi anche i genitori. Il piccolo sara' curato con cellule del padre coltivate in laboratorio prima dell'innesto. Un procedimento che richiedera' un mese. Il bambino - che e' gia' stato sottoposto a due interventi al cervello - ha mostrato finora una vitalita' straordinaria. La sindrome di Sandhoff, malattia genetica molto rara che porta alla progressiva degenerazione del sistema nervoso centrale, non lascia scampo. Di solito i bambini affetti da questa malattia non superano i 4 anni. Il piccolo napoletano e' un'eccezione che ha meravigliato i medici.
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