Lunedì 8 giugno 2026
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Staminali e Parkinson. Neuroni persi rigenerabili in laboratorio

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' possibile generare in laboratorio i neuroni umani dopaminergici persi nella malattia di Parkinson mediante conversione dei fibroblasti della pelle. Lo afferma uno studio pubblicato su Nature realizzato dal San Raffaele di Milano. Il lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica Nature, e' stato coordinato dal Dottor Vania Broccoli, direttore nell'Unita' di Cellule Staminali e Neurogenesi dell'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano in collaborazione con i gruppi di ricerca dei Dr. Alexander Dityatev, Raul Gainetdinov, Stefano Taverna dell'Istituto italiano di Tecnologia (IIT) di Genova e dal Dr. Stefano Gustincich della SISSA di Trieste. La nuova tecnica si basa sull'attivazione di soli 3 geni (Mash1, Nurr1, Lmx1a) nei fibroblasti che permettono la loro trasformazione in neuroni dopaminergici. Questi neuroni, chiamati iDA, neuroni dopaminergici indotti (induced DA neurons), hanno capacita' funzionali simili a quelle dei neuroni del cervello. Infatti, i neuroni iDA mostrano attivita' elettrica spontanea, formano contatti sinaptici e rilasciano dopamina, il neurotrasmettitore principale che media normalmente la loro funzione nel cervello.
Il metodo rappresenta un ulteriore sviluppo della tecnologia di riprogrammazione genetica proposta dal prof. S. Yamanaka di Kyoto per la generazione di cellule staminali riprogrammate (iPS), ma, a differenza di quest'ultima, la nuova tecnica non implica la generazione di cellule staminali: si tratta di una conversione diretta dei fibroblasti in neuroni dopaminergici.
Questo protocollo evita la generazione di cellule staminali potenzialmente tumorali e quindi puo' essere da subito utilizzato in studi pre-clinici della malattia. Lo studio si e' avvalso inoltre della collaborazione del Prof. Gianni Pezzoli, Direttore dell'Istituto Parkinson Istituti Clinici di Perfezionamento (ICP) di Milano e della Fondazione Grigioni per il morbo di Parkinson. La malattia di Parkinson colpisce solo in Italia 200.000 persone. I sintomi iniziali causano disturbi motori di varia natura causati dalla degenerazione dei neuroni dopaminergici della sostanza nera mesencefalica e dalla perdita della dopamina, il neurotrasmettitore da loro prodotto. La possibilita' di trapiantare nuovi neuroni che possano sostituire quelli perduti nel corso malattia e' un'opzione terapeutica concreta, ma necessita di una sorgente di neuroni omologhi adatta al trapianto. Fino ad oggi l'unica sorgente di neuroni utilizzabile e' stata quella da tessuti fetali, ma la limitata disponibilita' ed il loro grado di estrema eterogeneita' ne hanno limitano il successo terapeutico creando anche forti perplessita' di etica pubblica. Secondo il dottor Vania Broccoli, coordinatore dello studio: "I neuroni iDA presentano importanti vantaggi come quello di poter essere generati dal paziente stesso, in maniera riproducibile, in un tempo relativamente breve e senza nessun rischio di tumori.
Comunque solo i prossimi studi in via di progettazione direttamente in modelli animali della malattia di Parkinson accerteranno se i neuroni iDA possano diventare una fonte adatta per questo tipo di utilizzo in clinica." La ricerca e' stata finanziata da: Ministero della Salute, Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Fondazione Grigioni per il morbo di Parkinson e Fondazione Cariplo.
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