Staminali, primo successo del Pentagono nella rigenerazione degli arti dei reduci di guerra
Primo passo avanti nella ricerca del Pentagono sulle cellule staminali 'indotte' (quelle non ottenute da embrioni) per rigenerare arti amputati dei reduci dall'Iraq e dell'Afghanistan si registra il primo progresso significativo. I ricercatori sono riusciti a trasformare nelle cavie di laboratorio le cellule epiteliali, fatte regredire allo stato primordiale, nell'equivalente di un blastema: una massa di cellule indifferenziate che possono svilupparsi in nuove parti di un corpo. I blastema in natura sono presenti in salamandre e i tritoni, animali in grado di ripristinare arti e le funzioni correlate in caso di amputazione.
L'obiettivo finale - ancora lontano - e' riuscire a replicare sull'uomo questa capacita' straordinaria prorpia die due anfibi. Prima del traguardo finale, ancora lontano informa Wired, si punta alla fase due: trasformare l'ammasso cellulare in tessuti muscolari.
Autori della scoperta il Worcester Polytechnic Institute (Wpi), che ha ricevuto dal Darpa, la divisione di ricerca del Pentagono, 570.000 dollari. "L'obiettivo e' sostituire in modo effettivamente un muscolo perso", ha spiegato il professore Raymond Page. Il progetto del Darpa, "Restorative Injury Repair", punta a "recuperare a pieno la funzionalita' dei tessuti muscolari e nervosi danneggiati o amputati per ferite sui campi da combattimento" Il programma generale era stato lanciato lo scorso 20 aprile dal Pentagono che aveva investito 250 milioni di dollari in cinque anni. I militari avevano costituito una nuova struttura, l'Istituto militare per la medicina rigenerativa (Afirm) per sviluppare la nuova tecnica giapponese, non eticamente controversa, della generazione di staminali tramite la regressione allo stato primigenio delle cellule epiteliali adulte dei pazienti. In questo modo si otterrebbero staminali non a rischio di rigetto per sfruttare la loro capacita' di mutarsi in uno qualsiasi dei 271 tipi di tessuto del corpo umano.
L'obiettivo finale - ancora lontano - e' riuscire a replicare sull'uomo questa capacita' straordinaria prorpia die due anfibi. Prima del traguardo finale, ancora lontano informa Wired, si punta alla fase due: trasformare l'ammasso cellulare in tessuti muscolari.
Autori della scoperta il Worcester Polytechnic Institute (Wpi), che ha ricevuto dal Darpa, la divisione di ricerca del Pentagono, 570.000 dollari. "L'obiettivo e' sostituire in modo effettivamente un muscolo perso", ha spiegato il professore Raymond Page. Il progetto del Darpa, "Restorative Injury Repair", punta a "recuperare a pieno la funzionalita' dei tessuti muscolari e nervosi danneggiati o amputati per ferite sui campi da combattimento" Il programma generale era stato lanciato lo scorso 20 aprile dal Pentagono che aveva investito 250 milioni di dollari in cinque anni. I militari avevano costituito una nuova struttura, l'Istituto militare per la medicina rigenerativa (Afirm) per sviluppare la nuova tecnica giapponese, non eticamente controversa, della generazione di staminali tramite la regressione allo stato primigenio delle cellule epiteliali adulte dei pazienti. In questo modo si otterrebbero staminali non a rischio di rigetto per sfruttare la loro capacita' di mutarsi in uno qualsiasi dei 271 tipi di tessuto del corpo umano.
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