Staminali. Ricercatori critici con ministero Salute
Sulla vicenda delle terapie basata sull'infusione di cellule staminali i ricercatori esperti in questo campo prendono una posizione netta e fortemente critica verso il ministero della Salute. 'Un governo non puo' autorizzare la somministrazione di terapie improprie, la cui efficacia non e' dimostrata', scrivono in una lettera aperta al ministro 13 fra i maggiori esperti di staminali a livello internazionale, insieme a farmacologi e giuristi.
Tra i firmatari Paolo Bianco, (universita' Sapienza di Roma), fra i massimi esperti di cellule mesenchimali, Giulio Cossu ed Elena Cattaneo (universita' di Milano), il direttore dell'istituto Mario Negri Silvio Garattini, il giudice della Corte d'Appello di Milano Amedeo Santosuosso.
I ricercatori si dicono 'perplessi' per la decisione del ministro di autorizzare la somministrazione di cellule dette mesenchimali. Rilevano infatti che 'non esiste nessuna prova che queste cellule abbiano alcuna efficacia nelle malattie per cui sarebbero impiegate'. Il via libera all'autorizzazione sembra quindi 'uno stravolgimento dei fondamenti scientifici e morali della medicina, che disconosce la dignita' del dramma dei malati e dei loro familiari'.
Autorizzare queste 'terapie solo presunte, proposte da soggetti o strutture non vigilate, coincide - secondo gli esperti - con un riconoscimento pubblico e autorevole, sebbene indiretto, delle stesse terapie agli occhi del grande pubblico'. Il governo, si rileva nella lettera, 'non puo' autorizzare terapie improprie, praticate al di fuori sia delle normali linee guida in tema di terapie convalidate, sia della formale sperimentazione clinica'.
Gli esperti sono fortemente critici verso la 'neutralita' intellettuale e morale scelta dal Ministero', che 'oggettivamente incoraggia e supporta pratiche commerciali che direttamente o indirettamente sottendono alla propaganda di terapie presunte, e alimenta un pericoloso corto circuito tra questi interessi e le necessita' materiali o morali dei pazienti'. Si viene a creare, rilevano, un 'corto circuito esclude del tutto il ruolo non solo tecnico, ma anche sociale, educativo e morale della medicina e della conoscenza scientifica' e 'prefigura uno scenario terribile in cui la libera scelta del paziente e' confusa con la sua scelta disinformata, anzi mal guidata al fine di farla coincidere con interessi altri e impropri'.
Tra i firmatari Paolo Bianco, (universita' Sapienza di Roma), fra i massimi esperti di cellule mesenchimali, Giulio Cossu ed Elena Cattaneo (universita' di Milano), il direttore dell'istituto Mario Negri Silvio Garattini, il giudice della Corte d'Appello di Milano Amedeo Santosuosso.
I ricercatori si dicono 'perplessi' per la decisione del ministro di autorizzare la somministrazione di cellule dette mesenchimali. Rilevano infatti che 'non esiste nessuna prova che queste cellule abbiano alcuna efficacia nelle malattie per cui sarebbero impiegate'. Il via libera all'autorizzazione sembra quindi 'uno stravolgimento dei fondamenti scientifici e morali della medicina, che disconosce la dignita' del dramma dei malati e dei loro familiari'.
Autorizzare queste 'terapie solo presunte, proposte da soggetti o strutture non vigilate, coincide - secondo gli esperti - con un riconoscimento pubblico e autorevole, sebbene indiretto, delle stesse terapie agli occhi del grande pubblico'. Il governo, si rileva nella lettera, 'non puo' autorizzare terapie improprie, praticate al di fuori sia delle normali linee guida in tema di terapie convalidate, sia della formale sperimentazione clinica'.
Gli esperti sono fortemente critici verso la 'neutralita' intellettuale e morale scelta dal Ministero', che 'oggettivamente incoraggia e supporta pratiche commerciali che direttamente o indirettamente sottendono alla propaganda di terapie presunte, e alimenta un pericoloso corto circuito tra questi interessi e le necessita' materiali o morali dei pazienti'. Si viene a creare, rilevano, un 'corto circuito esclude del tutto il ruolo non solo tecnico, ma anche sociale, educativo e morale della medicina e della conoscenza scientifica' e 'prefigura uno scenario terribile in cui la libera scelta del paziente e' confusa con la sua scelta disinformata, anzi mal guidata al fine di farla coincidere con interessi altri e impropri'.
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