Staminali per riparare lesioni della colonna vertebrale
Da uno studio sui topi condotto negli Stati Uniti arrivano nuove speranze per i pazienti con lesioni croniche alla colonna vertebrale. Per la prima volta, grazie a un trapianto di cellule staminali neurali umane, scienziati dell'universita' della California di Irvine sono riusciti a restituire capacita' di movimento a topi con le zampe posteriori paralizzate dopo un danno alla spina dorsale.La ricerca e' pubblicata online su 'Plos One' ed e' frutto di una collaborazione internazionale promossa dall'azienda StemCells Inc.
con sede a Palo Alto, California. Coinvolge studiosi dell'universita' della California di San Diego e del Tolbrug Rehabilitation Centre di Hertogenbosch, Paesi Bassi, ed e' sostenuta anche dai National Institutes of Health (Nih) americani e dal California Institute for Regenerative Medicine.
L'esperimento e' l'ultimo eseguito all'interno di un programma di studi che prosegue dal 2002 e ha prodotto numerose pubblicazioni firmate da piu' autori. Stephen Huhn, vice president e direttore del programma sistema nervoso centrale della StemCells Inc., ritiene che "i solidi dati preclinici raccolti fino ad oggi permetteranno di passare agli studi clinici" sull'uomo. "Pensiamo di iniziarli nel 2011", annuncia l'esperto.
Studi precedenti si erano concentrati sulla possibilita' di utilizzare le cellule staminali nella fase acuta di lesioni alla colonna vertebrale. Un periodo immediatamente successivo al trauma, quando e' ancora possibile tentare l'uso di farmaci per limitare il danno neurologico.
Con la nuova ricerca, l'equipe coordinata da Aileen Anderson e Brian Cummings del Sue and Bill Gross Stem Cell Research Center dell'ateneo di Irvine e' intervenuta invece durante la fase successiva al danno acuto, quando l'infiammazione post-trauma si e' stabilizzata e i medicinali non possono piu' nulla.
Gli scienziati hanno trapiantato cellule staminali neurali umane in topi 30 giorni dopo la lesione che ha causato negli animali la paralisi delle zampe posteriori. Dopo l'iniezione, le staminali umane si sono differenziate in cellule del tessuto nervoso, oligodendrociti e neuroni allo stadio iniziale che sono poi migrati nella zona danneggiata della spina dorsale. Tre mesi dopo, sottoposti a due test separati di funzionalita' motoria, rispetto a un gruppo di topi controllo i roditori trattati con le staminali mostravano un recupero stabile ed erano tornati a camminare.
"Le cellule staminali neurali umane - spiega Anderson, docente associato di medicina fisica e riabilitazione, anatomia e neurobiologia all'universita' di Irvine - rappresentano un nuovo approccio terapeutico promettente dopo un danno alla colonna vertebrale. Questo studio va ad aggiungersi a un ampio lavoro che abbiamo gia' pubblicato sul danno in fase acuta, e offre ulteriori speranze ai pazienti rimasti paralizzati o che hanno perso funzionalita' motoria", confida l'esperta.
"Solo negli Stati Uniti, sono circa 1,3 milioni le persone che vivono con un danno cronico alla spina dorsale - osserva Cummings, anch'egli professore associato di medicina fisica e riabilitazione, anatomia e neurobiologia presso l'ateneo californiano - Il nostro ultimo studio fornisce ulteriori evidenze che le cellule staminali neurali umane possono rappresentare un possibile approccio terapeutico per questi malati".
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