Staminali, scienziati a congresso: la ricerca sulle embrionali deve andare avanti
«La ricerca sulla cellule umane dell’embrione deve andare avanti». È il messaggio che sarà lanciato a Lisbona dagli scienziati riuniti presso la Gulbenkian Foundation per il congresso conclusivo del consorzio europeo EStools. Verranno presentati gli studi condotti in quattro anni nell’ambito di un progetto finanziato dall’Unione Europea e al quale hanno partecipato 27 gruppi di scienziati, unico laboratorio italiano quello diretto dall’università di Milano dalla staminalista Elena Cattaneo. Molto atteso l’intervento del giapponese Shinya Yamanaka, istituto Riken, che ha introdotto una rivoluzione in questo campo dimostrando nel 2007 che le staminali adulte potrebbero essere riprogrammate e riportate indietro fino ad uno stadio embrionale. Sarebbe in pratica una strada alternativa che aggirerebbe i problemi etici legati all’impiego dei prodotti del concepimento. «I ricercatori di EStools hanno utilizzato embrionali tratte da linee già prodotte e accreditate, questo va subito chiarito. Non sono stati dunque creati appositamente e uccisi embrioni», dice Demetrio Neri, membro del Comitato etico del consorzio assieme a un altro italiano, Giuseppe Testa. Secondo Neri «è indubbio che bisogna andare avanti perché con questi studi arriveremo a risultati importanti, se non altro a livello di conoscenze. Nessuno ha intenzione di distruggere embrioni ma in questa fase la ricerca non può fare a meno di servirsi di loro. Poi speriamo che quando si passerà alle applicazioni cliniche si possano sperimentare trattamenti derivati da cellule adulte riprogrammate».
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