Staminali. Speranze dalla sperimentazione contro sclerosi
Da quando si e' diffusa la notizia dell'avvio in Gran Bretagna di un importante trial clinico internazionale per verificare l'effetto delle cellule staminali come terapia della sclerosi multipla, Paolo Muraro, scienziato italiano che guidera' la sperimentazione Oltremanica, ha ricevuto centinaia di email e telefonate: "Sono pazienti che chiedono di essere inclusi nello studio: non potremo accontentare tutti. Ma ci aspettiamo di raggiungere buoni risultati e di fare un passo avanti nella lotta a questa malattia". A dirlo all'Adnkronos Salute e' Muraro stesso, che vive e fa ricerca a Londra dal 2006."Dal 2001 al 2006 ho lavorato negli Stati Uniti - racconta Muraro - per poi spostarmi a Londra. Non mi definirei un 'cervello in fuga', piuttosto un 'cervello in cerca': non ho nessuna preclusione sia nei confronti dell'ipotesi di tornare in Italia, sia di spostarmi altrove. Semplicemente il mio percorso professionale si e' sviluppato all'estero. Ma sicuramente le difficolta' nel nostro Paese esistono e sono croniche, in particolare per i neolaureati e per chi deve risalire i primi scalini accademici. E ci sono validissimi ricercatori che rimangono precari fino a 40 anni. Molti si perdono per strada proprio per questo motivo: non possono permettersi di fare questo lavoro".
"Spero comunque che essere un ricercatore italiano attivo all'estero dia lustro alla nostra ricerca, piuttosto che far pensare a un cervello in fuga".
Allo studio internazionale sulla sclerosi multipla cui partecipa Muraro "aderiranno anche strutture di numerosi altri Paesi - tiene a precisare lo studioso - fra cui l'Italia con i centri specializzati guidati da Antonio Uccelli all'universita' di Genova, Gianvito Martino all'universita' Vita/Salute San Raffaele di Milano e Bruno Bonetti all'universita' di Verona. I malati di sclerosi che saranno inclusi nello studio in doppio cieco riceveranno iniezioni di staminali mesenchimali prelevate dal loro stesso midollo osseo e opportunamente trattate. I risultati che ci aspettiamo sono la riduzione delle lesioni attive provocate dalla sclerosi e l'arresto del deterioramento neurologico".
In Inghilterra saranno trattati "circa 14 pazienti - spiega il ricercatore - mentre a livello internazionale saranno arruolati circa 150 malati. E' uno studio triennale, partira' concretamente a fine anno e i risultati non arriveranno dunque prima del 2015. Ma e' il primo studio che mira a verificare l'efficacia di queste staminali: in precedenza ci sono stati tre piccoli trial che ne hanno testato la sicurezza. Queste cellule sono risultate prive di rischi, non hanno problemi di natura etica perche' sono autologhe e hanno un buon potenziale" per dare una speranza in piu' a chi e' colpito da sclerosi multipla.
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