Staminali per studiare tossicità farmaci senza trial clinici
Cellule staminali per studiare la tossicita' dei farmaci su alcuni individui colpiti da malattie genetiche rare, evitando cosi' che vengano sottoposti a trials clinici in vivo: e' questa una delle ultime frontiere cui stanno lavorando i ricercatori che si occupano di cellule staminali, tra cui quelli del Cnr, come spiega Gianluigi Condorelli, direttore del dipartimento di medicina del Cnr, in un convegno sul tema a Roma.'Le cellule adulte della pelle - spiega - in cui vengono impiantati alcuni geni, possono diventare nel giro di 20 giorni circa delle cellule simili a quelle staminali embrionali, che a loro volta vengono fatte differenziare in altri tipi di cellule, come quelle del cuore, del fegato o del sangue'.
Un metodo con cui e' possibile non solo ottenere delle staminali proprie per ciascun individuo, ma anche studiare come queste si sviluppano e compiere studi di tossicita' sui farmaci.
'Nel caso di persone colpite da cardiomiopatie primitive - continua Condorelli - che sono malattie genetiche relativamente rare, si possono testare i farmaci sulle loro cellule cardiache ricavate da queste staminali embrionali light, e vedere se la terapia e' efficace o meno, se presenta degli effetti tossici su quella singola persona, evitando di sottoporla a studi clinici in vivo'.
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